Maini: “Non mi aspettavo Lukaku: si può competere tra le prime quattro. Milan? La Roma farà una grande partita”

Il commento dell’ex calciatore di Roma e Milan ai microfoni di SiamolaRoma.it: “Il mercato giallorosso mi ha sorpreso, ma manca un centrale difensivo”

Manca sempre meno a Roma-Milan, la terza partita di campionato in programma venerdì 1 settembre allo Stadio Olimpico. Gli uomini di José Mourinho sono chiamati ad un risultato positivo dopo il solo punto conquistato nelle prime due giornate. Ai nostri microfoni, per commentare il mercato ormai agli sgoccioli e la sfida contro i rossoneri, è intervenuto Giampiero Maini, classe 19971 ex centrocampista di Roma e Milan. Di seguito le sue dichiarazioni.

Maini, partiamo dal colpo Lukaku. Te l’aspettavi? 

“Mi aspettavo che la Roma facesse qualcosa davanti, sinceramente non Lukaku vedendo come erano andate le altre trattative estive. Sembrava una chimera, invece è stato poi un sogno realizzato, adesso vediamo la sua condizione”.

Cosa porta alla squadra di Mourinho?

“Porta fisicità, esperienza, leadership e nel campionato italiano ha fatto la differenza ma, ripeto, è tutto strettamente collegato alla condizione fisica. E’ un giocatore che mancava a Mourinho e alla Roma. Sappiamo la potenzialità del giocatore, vediamo se riesce ad esprimersi”.

Che valutazione dai al mercato giallorosso?

“E’ stato il mercato più inaspettato, ma anche che ci ha regalato sensazioni grandi. Adesso vediamo se riesce ad arrivare un giocatore importante dietro, si parla di Sergio Ramos, dovesse succedere sarei al settimo cielo. Ma è stato fatto un grandissimo lavoro”.

Da quanto filtra il mercato sembrerebbe chiuso, chiaro però che un’aggiunta dietro al reparto difensivo servirebbe…

“Secondo me serve. In queste ultime uscite la Roma non mi è dispiaciuta, ma dietro ha palesato delle difficoltà. Mi dispiace attribuirle a Smalling e Rui Patricio, ma hanno fatto vedere cose che lo scorso anno non capitavano. Spero sia solo un momento no e che possano riprendersi”.

Tu che facevi come ruolo il centrocampista, che valutazione dai al centrocampo?

“Sicuramente l’uscita di Matic è stata inaspettata e dolorosa, perché stiamo parlando di un giocatore d’esperienza e che aveva dimostrato quanto fosse importante sia sul campo che nello spogliatoio. Un fulmine a ciel sereno. Per quanto riguarda gli ingressi, Paredes è ancora dietro di condizione, Aouar sta dimostrando di poterci essere alla grande. A centrocampo la Roma sta bene, però…”

Prego

“A destra Kristensen non mi convince. Così come il reparto difensivo, avrebbe bisogno di un innesto”.

Tornando al discorso del centrocampo, in passato hai detto che Frattesi avrebbe fatto le fortune della Roma, ora è all’Inter. Dispiaciuto?

“Se vado a vedere la rosa dell’Inter ha tre squadre. Per me Frattesi rappresenta un giocatore importante con delle caratteristiche che stavamo ricercando, però sappiamo come è andata”.

Se hai questo rodaggio come l’Inter puoi veramente competere per lo Scudetto…

“Sì, l’Inter a mio parere è la squadra più forte. Napoli, Milan e Juventus vengono dietro così come la Roma. Ma è difficile fare previsioni, però l’arrivo di Lukaku ha alzato l’asticella e i giallorossi possono competere”.

Ora per la Roma c’è il Milan, che mercato han fatto i rossoneri?

“Un mercato intelligente come sta facendo da diversi anni, con l’innesto di giocatori funzionali. Sarà una partita molto delicata per la Roma, ma sono curioso perché son convinto che la squadra di Mourinho farà una grande partita”.

Pulisic il colpo più importante?

“Sì, anche Loftus-Cheek. Penso che Pulisic sia un giocatore già pronto ed affidabile. Hanno un reparto offensivo temibile, dietro sono una squadra solida”.

Hai detto che la Roma farà una grande partita, però ultimamente si è vista una squadra che gioca bene ma alla fine non porta a casa i suoi frutti. Dovrà giocare di contropiede o prendere d’assalto il Milan?

“Non è facile, sicuramente Mou sa meglio di chiunque altro come impostare la gara. Chiaro che per caratteristiche lasciare campo ai giocatori del Milan sarebbe un azzardo. Bisognerà fare una partita cattiva, intensa, ma allo stesso tempo accorta, anche perché vieni da due risultati non positivi e dunque non bisognerà perdere venerdì sera”.

Venendo a te, tornerai ad allenare questa stagione?

“Avrei avuto qualche opportunità quest’anno, vediamo. Mi piacerebbe, vediamo se capita un’opportunità seria la prenderei in considerazione. Ho fatto 15 anni di settore giovanile, io credo che i giovani rimangono la parte più bella di questo sport, allenarli credo sia gratificante e ti da qualcosa che il calcio giocato da professionista non ti regala”.

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