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Alla scoperta del Monza di Palladino: dati e statistiche dei biancorossi

De Rossi sfida Palladino, la guida tattica in vista dell'incontro all'U-Power Stadium: analisi del gioco, statistiche e possibili giocatori chiave

A seguito di un’insolita serie di prestazioni più che convincenti e la faticosa vittoria ai sedicesimi di Europa League con il Feyenoord, la cui stanchezza non è ancora stata totalmente smaltita, la Roma si prepara ad affrontare un altro importante snodo nel suo cammino in Serie A: la trasferta contro il Monza di Palladino, in programma il prossimo 2 marzo, ore 18:00, allo Stadio Brianteo, conosciuto anche come U-Power Stadium. In un periodo in cui l’ambiente sembra aver definitivamente messo alle spalle le opinioni divergenti sull’improvviso esonero di Mourinho, risalente a ormai diverse settimane fa, la squadra capitolina è ora chiamata a proseguire il momento positivo con un’altra vittoria, consapevole dell’importanza di conquistare i tre punti, dati soprattutto gli incastri potenzialmente favorevoli nelle altre sfide, utili nel tentativo di continuare a scalare la classifica. Le due squadre, dunque, reduci da due successi, da una parte in casa contro il Torino per 3-2 grazie alla tripletta di Paulo Dybala, e dall’altra in trasferta con la Salernitana per 2-0 grazie alle marcature di Maldini e Pessina, cercheranno di darsi battagli per perseguire i propri obiettivi stagionali. Con all’orizzonte uno scontro, sulla carta, combattuto, andiamo ad analizzare tutti i dettagli in casa Monza che potrebbero fare la differenza e determinare l’esito della match.

Lo stile di gioco: versatilità e dinamismo

Il Monza di Palladino si distingue, tra le altre squadre di Serie A, per il suo sistema di gioco dinamico e versatile, improntato sul modulo base 3-4-2-1. In fase di possesso, il Club lombardo adotta due schemi diversi a seconda della posizione del portatore di palla. Se la palla è condotta lateralmente dai difensori esterni, si forma un rombo nel centrocampo con l’esterno, un centrocampista centrale e il trequartista laterale. In caso di avanzamento centrale, gli esterni si alzano per modificare in corsa la formazione e andare a creare una sorta di 3-2-4-1. Nella fase difensiva, il Monza si organizza in base alla posizione della palla avversaria, adottando talvolta un particolare 5-2-1-2. Un sistema che garantisce buona copertura sia sugli esterni che al centro. La costruzione dal basso, invece, vede il coinvolgimento attivo del portiere, Di Gregorio, che spesso cerca i centrocampisti con dei lanci lunghi, dopo un rapido scambio con i difensori. Naturalmente, gli schemi del gruppo vertono anche sull’attacco diretto sulla punta, con trequartisti che hanno ruoli assegnati e ben definiti: Mota attacca gli spazi, Colpani e i centrocampisti centrali sono costantemente chiamati a farsi trovare pronti per lo scarico. Il gioco del Monza, dunque, oltre a ispirarsi, per certi versi, alla filosofia del calcio olandese, si concentra sulle fasce, con una distribuzione equilibrata delle azioni su entrambi i lati. Il merito di ciò, ovviamente, va a Palladino, che ha saputo implementare con successo il suo calcio moderno ottenendo notevoli progressi anche da singole pedine come Caldirola e lo stesso estremo difensore Di Gregorio.

Diamo i numeri…

Nell’attuale campionato, il Monza gode di una buona capacità realizzativa, 25 gol segnati finora in campionato, corrispondenti a una media di 1 gol ogni 90 minuti di gioco. La squadra, nel corso delle 26 giornate, ha dimostrato di essere pericolosa in zona gol, con ben 193 tiri nello specchio della porta su un totale di 302 tentativi. Oltre a ciò, da notare anche il dato percentuale dei duelli, ben 45.23% dei duelli aerei e il 51.14% dei duelli a terra. Dal punto di vista del possesso palla e della costruzione del gioco, gli uomini di Palladino hanno collezionato complessivamente 10.963 passaggi riusciti, fallendone 2.141. Occhio, infine, ai principali marcatori della rosa: spiccano i nomi di Colpani con 7 reti, seguito da Colombo (4), Mota (3) e Pessina (3), evidenziando una distribuzione equilibrata dei gol tra diversi elementi del gruppo.

Occhio a quei due: l’asse Pessina-Colpani

Tra i giocatori chiave del da tenere d’occhio ci sono il portiere Michele Di Gregorio, che con le sue 23 presenze ha dimostrato grande affidabilità tra i pali, subendo solamente 17 gol e mantenendo la porta inviolata in 12 occasioni. Estremo difensore che si distingue soprattutto per le sue doti nei calci di rigore (50% parati), che danno alla squadra un appiglio vitale in situazioni critiche. A centrocampo, ormai da due campionati, Matteo Pessina si è affermato come un elemento fondamentale con le sue 26 presenze nell’attuale stagione, contribuendo con 4 gol e 2 assist. Il centrocampista centrale si è rivelato un titolare imprescindibile, con il 97% dei minuti totali del campionato e un valore di mercato intorno ai 15 milioni di euro. Infine, massima cura alle pericolose movenze di Andrea Colpani, trequartista emergente, classe 1999, si eleva agli altri compagni con 7 gol, cannoniere della squadra, e 2 assist in 26 partite.

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