Ivan Juric ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui ha parlato di queste settimane come tecnico dei giallorossi. Queste le sue parole:
“Per quello che ho provato dentro, mi sento in paradiso. Sono consapevole di ciò che accade fuori, ma sono concentrato sul mio lavoro, che ĆØ entusiasmante. La squadra sta facendo un lavoro pazzesco, le prestazioni sono in netta crescita. A Trigoria mi muovo in condizioni fantastiche, ho solo sensazioni positive. Sapendo che fuori la situazione ĆØ quella che ĆØ, bisogna accettare e andare avanti. Non mi sono mai trovato in una situazione simile, ma altrettanto bella. Chi ama il calcio, qui si diverte⦠Sono sicuro che con i risultati le cose cambieranno anche allāesterno, sento il calore dei tifosi ad ogni passo”.
Non temi che la protesta abbia radici più profonde? Inoltre, hai preso il posto di una figura importante della Roma, De Rossi cacciato dopo 4 partite.
Ā«Non sono contaminato dalla negativitĆ . Arrivo fresco e ti dico che stiamo alzando il livello del gioco, delle pressioni, della continuitĆ nella partita. Le relazioni interne sono fantastiche, abbiamo un grande direttore con cui condividiamo tante cose, cāĆØ unāottima comunicazione. Sono concentrato su questo, mi interessa solo preparare la partita contro lāInter, non voglio parlare di altre faccende o dinamicheĀ».
Il tuo calcio si rifĆ a quello di Gasperini. In molti pensavano che la cilindrata di questa Roma non fosse compatibile con le tue idee, i ritmi e la pressione che pretendi.
Ā«Se andiamo a vedere il Torino, non aveva la cilindrata per arrivare alla fine con gli stessi punti del Napoli. Qui la cilindrata cāĆØ, sia dietro che al centro, penso a KonĆ© e Pisilli che possiedono un grande talento. Non ĆØ vero che non cāĆØ cilindrata, si parla sempre di questo ma bisogna perfezionare il senso del gioco, lāanticipo, la posizione. Eā fondamentale, a volte anche più della cilindrata puraĀ».
Sorpreso come quando a Elfsborg ti dichiarasti soddisfatto della prestazione a parlasti di crescita. Io la trovai una prova inaccettabile.
«In tutta sincerità quella sera volli vedere in azione tutta la rosa, capire su chi contare, il tempo non è tanto e per me è importante. Penso che abbiamo fatto tante cose buone. La sconfitta non è accettabile, ne sono consapevole, ma la squadra è riuscita a muoversi bene. Siamo stati scadenti negli ultimi metri, con tante palle gol sprecate, abbiamo preso solo una traversa. li lato negativo sono statele ripartenze che abbiamo subito. Un difetto che deriva dalle posizioni dei centrocampisti, ma sono cose che si possono aggiustare, ci posso lavorare. Ho visto una base buona, abbiamo cticato tanto, abbiamo preso troppe ripartenze, dicevo, ma già a Monza abbiamo subito molto meno in questo senso. Lavorare sulle preventive e sulle posizioni è fondamentale. I centrocampisti devono garantire un certo equilibrio».
Ivan, a Pisilli che valore attribuisci?
«Ti innamori in poco tempo. giovane, deve crescere, viene da una famiglia diciamo intellettuale, lui è un piccolo intellettuale, è calmo, sereno, ragiona; ha un talento che finora non avevo mai riscontrato in ragazzi così giovani. Ha primo controllo, percezione delle cose, tecnica. Se continua così, la-vorando senza montarsi troppo, avrà una grande carriera».
Altri problemi di non facile soluzione sono la contestazione a Pellegrini e i flessori di Dybala.
Ā«Pellegrini nelle ultime partite ha avuto 6-7 palle-gol. Cosa vuol dire? Che si muove da Dio, che sta bene, che corre tanto, che ha uno spirito fantastico e non si nasconde. Non ha fatto gol ed ĆØ un peccato. Ha avuto occasioni importanti, ha colpito una traversa. Lo vedo in allenamento, non si tira mai indietro. Può essere un momento negativo, il suo, anche in Nazionale ogni cosa che prova gli va storta. Ma lavorando come sta facendo, da capitano vero, arriverĆ a punto. Io vedo un giocatore a cui Spalletti dĆ la maglia numero 10. Sono convinto che si sbloccherĆ … Su Dybala … la prima partita ĆØ stata fantastica `anche il primo tempo con l’Athletic Club. Dopo l’Athletic ha avuto qualche problema. Con Mark (Sertori, head of performance, ndr), che ha grande esperienza, e tutto lo staff, cerchiamo di recuperarlo al 100% e per sempre. Vogliamo evitare le ricadute e gestirlo bene, ci siamo presi dei giorni per farlo. Quando Paulo gioca ĆØ una meraviglia, dobbiamo metterlo a posto, non come negli anni passati, vogliamo trovare una continuitĆ con lui, magari non giocherĆ tutte le partite, ma l’obiettivo ĆØ aggiustarlo dal punto di vista muscolareĀ».
I Friedkin almeno con te si fanno sentire?
«Sì, ci scambiamo messaggi. Per parte mia, lo ripeto, sono in paradiso. Condividiamo tutto, ho uno staff eccellente, nel recupero dei giocatori siamo a livelli top, abbiamo condizioni top. Ma poi questi ragazzi lavorano, non ho la sensazione che qui a Roma qualcuno faccia di meno. Lavorano forte, hanno tutti fame, vogliono cambiare la situazione, in quel senso là finora è tutto molto positivo».
Non avverti un senso di precarietĆ ?
Ā«No, quello arriva da fuori, da dentro analizziamo bene le cose, so che l’ambiente ĆØ cosƬ, la pressione ĆØ questa, ma non mi tocca proprio. Io sento grandis-sima fiducia da parte di tuttiĀ».



Beato te perché per noi se non cambiano le cose è solo inferno