Ieri sera, tra gli ospiti della puntata di ‘Che Tempo Che Fa’ condotta da Fabio Fazio sul Nove c’ĆØ stato un ospite speciale. Francesco Totti, ex capitano della Roma, ĆØ stato intervistato da Fazio ripercorrendo le tappe della sua carriera e la sua vita dopo il ritiro, avvenuto nel 2017. Ecco le sue parole.
Totti e la battuta sulla spesa: “Sono una persona normale”
“Io che cammino tranquillo a Roma? Impossibile ancora, speravo che una volta smesso… invece niente. Se ĆØ finita con la carriera? SƬ assolutamente, ora giro il mondo. Se aiuto a casa mia moglie? SƬ, io faccio la spesa e metto a posto la roba quando torno a casa. Comunque o giro il mondo o faccio la spesa, eh. Io sono una persona normale come tutte le altre“.
Il posto più strano che hai visto?
“Quando vado in Cina ĆØ peggio. Quel paese ĆØ stressante perchĆ© sono tanti e sono ovunque, anche quando apri la porta del bagno. In qualsiasi momento del giorno ti sono addosso. Però sono piacevoli, sono i numeri uno“.
La carriera alla Roma.
“I gol? Li ho rivisti tante volte. Ho coronato il mio sogno, la cosa più bella, ovvero di stare alla Roma per sempre. Mi manca tanto giocare, oggi gioco a calciotto, ho accorciato il campo. La passione non si spegnerĆ mai“. Il racconto dell’esordio da raccattapalle ĆØ esilarante: “Mi sono fatto i soldi al Flaminio perchĆ© quando un giocatore avversario andava a calciare un angolo gli tiravano i gettoni. Io li raccoglievo e una ventina di mila lire me le facevo tranquillamente a ogni partita. Io poi cominciai alla Lodigiani, un giorno il presidente chiamò i miei genitori e gli disse che avevo due opzioni: Roma o Lazio. Mio fratello diede i calci sotto il tavolo a mia madre che ovviamente scelse Roma“.
“Ranieri via? AvrĆ avuto le sue ragioni. Io allenatore? Mai”
“17 giugno 2001? E’ una data che non posso dimenticare, quella dello scudetto. Andai in giro per Roma con il casco integrale per godermi la festa. Una sudata… Ma a Roma si festeggiò per tanti giorni quella vittoria, anzi a dire la veritĆ ancora si festeggia. Fino alla fine non parlo per scaramanzia.Ā Ranieri va via? Penso di sƬ anche se speravo che rimanesse. C’avrĆ le sue ragioni ma ha fatto quello che doveva fare. Io allenatore? Mai, non ce la faccio. Caratterialmente sono troppo istintivo e rosicone, pure permaloso. L’allenatore non deve essere rosicone anche perchĆ© sei uno contro trenta e dopo una settimana o mandano via loro o vado via io. E conosco la materia, fidati. Se con me era facile fare l’allenatore? Mica tanto… Con Spalletti mi sono trovato bene, gli ultimi anni sono stati burrascosi. Mi ĆØ dispiaciuto solo il modo. Ma alla fine abbiamo fatto pace e sono stato molto contento. I migliori? Boskov, Mazzone e Zeman“.
Totti e l’aneddoto sulla notte prima della finale Mondiale: “L’ho passata a giocare a carte con Gattuso”
“Il cucchiaio? Il gesto era bello. Se ci pensavo? No, ĆØ istinto. Il genio non pensa, al massimo riguarda. La Nazionale attuale vive di alti e bassi, speriamo che con Luciano possa risollevarsi. Buffon? Gigi ĆØ il numero uno. La finale mondiale contro la Francia? La notte prima giocai a carte con Gattuso, sembravamo due matti. Chi vinse? Diciamo che avevamo pareggiato. I francesi avevano dormito? Beh, visto che ĆØ andata hanno fatto bene, no?”,Ā ha detto Totti. “La vittoria a Berlino ĆØ stata un’emozione forte. Purtroppo tutti questi anni sono volati. Come sto adesso? Sono molto felice“.
Totti e il viaggio in Russia: “Era un evento di sport e mi hanno invitato”. Poi dice chi vincerĆ il campionato
“Alle Maldive ci hanno portato a fare snorkeling in questo posto e poi quando sono arrivati gli squali ci hanno detto: “Tranquilli, non mozzicano”. Io poi li ho insultati. Poi mi dicevano: “Tieni su le mani sennò ti mangiano le dita”. Ti rendi conto che vacanza? Avevo pure pagato per fare questa escursione…Sono andato in Russia perchĆ© mi hanno invitato. Era un evento di sport e ci sono andato, cosa c’ĆØ di male? PerchĆ© non dovevo? Sono andato anche da altre parti, mica solo lƬ. So chi vincerĆ il campionatoĀ ma non lo dico perchĆ© loro sono molto scaramantici. Certo però che ormai bisogna essere realisti…”


