Domani sera la Roma affronterà l’Atalanta all’Olimpico per continuare ad inseguire l’obiettivo 4 posto. Sono stati giorni difficili nella Capitale, dove non si è parlato d’altro del gelo tra Ranieri e Gasperini scoppiato dopo le parole del senior advisor prima di Roma-Pisa. Oggi il tecnico ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match coi bergamaschi.
Comincia Gasperini: “Vi anticipo, tanto so che me lo chiederete. C’è stata un’intervista venerdì scorso di Ranieri che ha creato delle situazioni, per me è stata una sorpresa incredibile. Non c’è mai stato un tono diverso tra me e Ranieri, sia nelle conferenze che abbiamo fatto, che nei rapporti tra noi due. Non me lo aspettavo. E in tanti mesi non avevo mai ricevuto questi toni. Da quel momento mi sono preoccupato di non risponde e poi di cercare di non creare nessun tipo di danno e difficoltà alla squadra o ai tifosi della Roma. Domani è importante, abbiamo ancora chance per l’Europa. La cosa importante è questa. E quindi gradirei veramente che parlassimo di questo, anche perché non sono intervenuto durante tutta la settimana, non è arrivato da tutti, avrei voluto cercare di impedire tutto questo, ma è stato impossibile da parte mia. E quindi da oggi vorrei veramente che parlassimo di calcio”.

Gasperini: “Per me e la squadra l’alibi sarà zero”
Continua: “Ho subito questo impatto mediatico, mio malgrado. Ma per me e per la squadra l’alibi sarà zero. Siamo alla 33^ giornata, è un rush finale ed è importantissima per entrambe, più per noi. Ho spostato la concentrazione solo sul piano tecnico. Ripeto: per me l’importante era non creare alcun danno alla squadra”.
Situazione infortuni: “Wesley al momento si sente di poter giocare, ma la parte medica considera che ci siano dei rischi. Anche su questo si innescano problematiche e discussioni. Vedremo domani cosa succederà, ma se il medico dice di no, io non posso che attenermi. Tutti dipendono da un ok medico. Sulla formazione non è cambiato nulla rispetto alla scorsa settimana, salvo l’infortunio di Pellegrini. Pisilli sembra aver recuperato da un problema alla caviglia”.

Gasperini: “Futuro? Con queste domande mi create solo problemi”
Rispetto a prima si sente più vicino o lontano dalla Roma? “Lei continua a parlare di altre cose, io parlo di partita. Quel giorno non voglio creare nessun tipo di problema, con queste domande lei crea dei problemi. Quindi faccia una domanda sulla squadra o sulla partita di domani. Io qui sull’altra cosa ho chiuso. Se le fa piacere, parliamo di calcio. E io le ho risposto. No, le ho risposto, se mi vuole fare una domanda di calcio sulla partita di domani, le rispondo. Se mi vuole continuare su queste situazioni, ho chiuso”.
“Cosa manca alla Roma per la Champions? “La società e Ranieri sono sempre stati molto chiari. Io ho pensato che con molto poco potessimo raggiungere l’obiettivo subito e i fatti lo dimostrano, siamo ancora lì, nonostante tutte le defezioni. Nel girone di andata non abbiamo avuto così problemi, riuscivamo a compensare. Da gennaio in poi ce ne sono state tante, ma io ho sempre pensato che con un paio di idee in più avremmo avuto ancora più occasioni. Ma sono confronti normali, con Ranieri non sono mai stati con toni aggressivi. Se riusciamo a battere una squadra molto forte come l’Atalanta vediamo che succede. Sono un ostacolo duro. Se li battiamo siamo autorizzati a giocare la Champions, poi ne abbiamo altre davanti, ma questo è il parametro che mi sono sempre creato. Ho sempre spinto per migliorare in base alle mie idee di calcio, ho sempre spinto per certi giocatori. Senza altri secondi fini, la mia intenzione è stata quella di migliorare. Non devo aspettare niente, per me l’obiettivo rimane quello. Ritengo che se riesci a far bene a Roma hai na gratificazione immensa”.

Gasperini: “A Roma ho visto una possibilità straordinaria”
Palladino: “Lo conosco da quando aveva 17 anni, l’ho allenato in Primavera e poi a Genoa. Quando ha iniziato ad allenare veniva spesso a Bergamo, penso di essere stato un punto di riferimento. Tensioni all’andata? È calcio, è normalissimo. Quando giocavo avevo amici con cui ci tiravamo tante botte, e poi uscivamo a cena insieme. È agonismo e l’agonismo è una legge dello sport. Sono andato via dall’Atalanta perché ritenevo chiuso il ciclo e perché pensavo di non poter fare di più. A Roma ho visto una possibilità straordinaria e sono contento di questa scelta. Mediamente ho fatto tanti anni ovunque, forse vuol dire che lavorare con me è possibile… Poi qualche frizione è normale, è come in un matrimonio. Magari ci sono 3-4 motivi di scontro e 50 esperienze positive”.
Differenza con Bergamo: “La Roma ha tutto, soprattutto nella squadra e nell’ambiente esterno. A Bergamo ho fatto bene perché il contesto intorno era compatto; il lavoro della società è stato straordinario. La città, avendo una sola tifoseria, è compatta. Questo ha creato un clima ideale e la capacità di fondare una squadra forte nel tempo, non solo con giovani valorizzati, utilizzati e venduti, rendendo la società ricchissima: pensate a Lookman, Ruggeri… Lì abbiamo costruito una squadra con Gomez, Zapata, Toloi, Ilicic, Kolasinac. Un nucleo molto forte, andato avanti per anni, sostituito da Ederson, Koopmeiners e integrato da Scamacca, De Ketelaere, Lookman, Djimsiti… La squadra in totale era forte e poteva cambiare con introiti da una società straordinaria nel vendere. Pensate a Romero e Hojlund, creando utili ogni anno. Quella è stata una cosa straordinaria, non solo per merito mio, ma anche della società. Poi è un po’ cambiata, un po’ perché è cambiata la proprietà, un po’ perché non c’era più il papà a cui io ero molto legato…”, ha poi lasciato la sala stampa con le lacrime agli occhi e tirando un calcio alla porta, rompendola.



Massara invece non ha detto nulla… però è in bilico tanto quanto Ranieri… PERCHÉ, GASPERINO?