Greenwood qua, Greenwood là ma c’è vita oltre l’inglese? Sicuramente sì. Il difficile è capire su quali obiettivi reali la Roma opererà a partire dalla prossima settimana. E’ vero, sono i giorni infuocati delle cessioni, ma sul telefono del ds D’Amico non c’è di certo il blocco delle chiamate per le operazioni in entrata.
Al di fuori di qualsiasi metafora, la Roma a luglio vivrà un reset delle sue priorità. Sistemato il capitolo rinnovi, la coppia che dirige l’area sportiva giallorossa si concentrerà attivamente sulle entrate. Si capirà forse subito se l’operazione per l’attaccante britannico del Marsiglia, diventerà una trattativa serrata. Il corteggiamento al ragazzo c’è stato, le intenzioni e quindi gli ingredienti per provare a chiudere il colpo, forse più oneroso, della storia romanista anche. Ma quanto le storie si trascinano troppo, serve poi una sterzata in un senso o nell’altro.
L’attacco subirà comunque vada con Greenwood, un restyling pressoché totale. Malen è la punta di diamante inserita a gennaio, ma se si guarda alla composizione del reparto offensivo di un anno fa, si capisce benissimo che Gasperini ripartirà da tanti volti nuovi.

Velocità, dribbling e concretezza in area di rigore: il diktat di Gasp
Il tecnico della Roma l’estate scorsa tuonava a margine delle amichevoli nel ritiro inglese: “Tutti ormai in Europa investono prioritariamente sull’attacco, perchè è lì che si decidono i traguardi finali”. In quella fase i due centravanti si chiamavano Ferguson e Dovbyk, strumenti musicali entrambi un po’ stonati. La stagione ha dato risposte chiare in questo senso. La Roma aveva appena salutato Shomurodov e Abraham, per poi fortunatamente rintracciare a gennaio l’olandese che ha segnato a ritmi forsennati.
Si ripartirà da Donny e dietro di lui ci sarà un altro centravanti, nelle mire del tecnico, in grado di poter incidere partendo magari inizialmente dalle retrovie, ma non girando a Trigoria con addosso la pettorina della scommessa. Un numero 9 magari più ‘classico’, meno dedito alla ricerca della profondità ma bravo a giocare spalle alla porta, a fare sponda e a riempire l’area di rigore.
Vaz è più probabile che vada a giocare, ma solo dove la Roma avrà certezza che cresca. Arena è giovanissimo e farà la spola tra primavera e prima squadra. A Gasperini piace, gli ricorda in qualche modo il primo Roberto Piccoli, vuole capire se riuscirà a fare un ulteriore salto di qualità.

Due seconde punte importanti: tanti nomi ancora coperti
Spostandoci un po’ indietro, il traffico è stato e sarà come nell’ora di punta sul GRA. El Shaarawy ha salutato, dopo quel ‘bacio d’addio’ dal sapore di Champions. Baldanzi è stato ceduto, Bailey è stato accantonato dopo poche settimane mentre Venturino è tornato a Genova. Il futuro di Soulè è appeso ad un filo: è passato nel giro di 12 mesi da un’unica certezza a vendibile. Il calcio è fatto così, ma l’argentino di Mar de La Plata non sembra volersi arrendere. Tiene alla Roma e se non ci sarà un’opzione realmente allettante, almeno in ritiro ci sarà.
Dybala e Pellegrini dovrebbero ripartire insieme, il 13 luglio, dalle ripetute nel caldo afoso del Fulvio Bernardini. Le trattative per il rinnovo sono partite con velocità ben diverse. La Joya è più avanti, il 7 capirà esattamente cosa la Roma gli vorrà proporre tra qualche giorno. Ma l’auspicio è di chiudere con entrambi con un brindisi e senza rompere cocci.
La vera attesa (e curiosità) è però sui due esterni che nelle intenzioni di Gasperini dovranno essere i nuovi propulsori della Roma. Non solo laterali, trequartisti totali, seconde punte pure. Due titolari da Champions, due giocatori che sappiano trascinare la Roma in una dimensione offensiva totalmente gasperiniana. Mai più mesi interi senza punte o con centrocampista adattati. Il tecnico non vuole più rivivere questo incubo.
Greenwood o un similare a destra, più un altro titolare a sinistra. D’Amico ha portato con sé da Bergamo un bagaglio di conoscenze, nomi e contatti da poter condividere con Gasperini. I due stanno lavorando sotto traccia su diversi profili, ed è altamente probabile che al di là del gradimento per alcuni dei nomi già usciti sulla stampa (Pulisic, Summerville, Tel), ci sia ben altro sotto. Terminato il Mondiale scatterà la seconda fase del mercato, quella delle opportunità improvvise. Ma questa volta la Roma vuole partire con le idee chiarissime.


