Cafù: “Vincere a Roma è più difficile che farlo con il Milan. Su Gasperini…”

Le parole dell'ex terzino giallorosso su diversi temi, che includono un confronto tra Ancelotti e Capello, la Nazionale e molto altro

Cafù

Cafù ha vestito la maglia della Roma dal 1997 al 2003, e ha vinto con questi colori uno Scudetto, diventando un idolo per i tifosi. Intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport, in occasione dell’evento della Milano Football Week, l’ex giocatore brasiliano ha affrontato diversi temi, che inludono un confronto tra Roma e Milan, la Nazionale, e altro. Ecco le sue parole.

Qual è l’origine del tuo soprannome?
“Cafu deriva da Cafuringa, che giocava con la Fluminense. Mi avevano detto che somigliavo a lui”.

Sugli inizi.
“È stato molto difficile in Brasile. Nove volte mi hanno allontanato delle squadre in Brasile, dicendomi che non avrei potuto essere calciatore. Qualcuno mi diceva anche che correvo poco. È stata importante però la mia volontà. Solo io ho deciso quello che volevo essere”.

Tutti poi si sono accorti del tuo valore?
“Sì, la mia carriera è cominciata al San Paolo, tra l’altro lì ho vinto tutto quello che c’era da vincere in Brasile. Anche la Coppa Intercontinentale contro il Milan”.

Cosa significa indossare la maglia del Brasile?
“È un onore e un piacere rappresentare il tuo popolo è il tuo paese. Appena nasci in Brasile ti fanno un pallone. Sono stato l’unico a giocare 150 partite con la maglia del Brasile, è un onore davvero. Il Brasile è sempre favorito all’inizio. L’unico paese con cinque mondiali vinti”.

Com’era il Brasile del 2002?
“Una nazionale che ha vinto il mondiale è sempre forte. Nel 1994 forse era una nazionale più esperta e nel 2002 è stato diverso. La squadra giocava ad occhi chiusi, ci piaceva giocare. Andavo in campo divertendoci con responsabilità. Non perdevamo mai l’allegria di giocare a calcio”.

Ci racconti il legame tra Brasile e Milan? Che ne pensi di Ancelotti?
“È bellissimo. Carletto è l’italiano più brasiliano del mondo. La scelta sua è stata importantissima. Carletto ha tanta esperienza”.

Ancelotti vincerà il sesto mondiale?
“Io lo vedo bene e speriamo bene”.

Saresti disponibile ad entrare nel suo staff?
“Mi farebbe piacere, io sono sempre pronto per le opportunità. Intanto l’ho sentito per fargli gli auguri. Gli ho detto che la stampa e la gente è esigente. Ha cominciato bene anche nella fase difensiva”.

Su Capello e Ancelotti.
“Parliamo di due allenatori vincenti che hanno fatto tanto per il calcio italiano. Capello ha vinto a Roma e non è facile vincere li. A Milano invece è diverso, non si possono paragonare. Sono entrambi molto bravi”.

Tra Kakà e Totti chi scegli?
“Kakà è stato bravo a Milano e Totti a Roma. Sono giocatori che amavi vedere giocare, ragazzi straordinari per il calcio. Forse a Totti è mancato giocare in una piazza diversa”.

Su Gasperini alla Roma.
“Speriamo che possa fare bene. A Roma c’è pressione, è una piazza calda”.

La nostra nazionale italiana non ha talento? Cosa pensi di Gattuso ct?
“I talenti nel mondo sono pochi. Gattuso avrebbe la grinta giusta per l’Italia. Il talento esce se lo fai giocare. Gattuso è uno che ti può anche prendere per le orecchie i giocatori, è l’uomo giusto. L’Italia può andare al Mondiale”.

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