Il 28 giugno 1943 nasceva a Uliveto Terme Giuliano Taccola, uno dei nomi più dolorosamente ricordati nella storia della Roma. Avrebbe compiuto oggi 82 anni l’attaccante giallorosso, scomparso prematuramente nel 1969 a soli 25 anni in circostanze mai del tutto chiarite. La sua morte, avvenuta durante il periodo in cui militava nella squadra capitolina, rappresenta ancora oggi una ferita aperta per la società e per i tifosi.
Dopo aver mosso i primi passi nel calcio con la Uliveto, Taccola si mise in mostra nelle serie minori con Varese, Entella e Savona. La svolta arrivò con il Genoa, dove giocò un anno in Serie B, prima di essere notato da Fulvio Bernardini e trasferirsi alla Roma nel 1967. Con la maglia giallorossa disputò due stagioni, segnando reti importanti e guadagnandosi l’affetto del pubblico.
Il 16 marzo 1969, durante una trasferta a Cagliari, Taccola fu colpito da un malore improvviso. L’autopsia, svolta successivamente, non riuscì a chiarire in modo definitivo le cause della crisi cardiaco-respiratoria che ne causò la morte. Negli anni successivi la moglie, Marzia Nannipieri, ha più volte chiesto verità e giustizia, denunciando mancanze nei controlli medici e responsabilità dirette da parte della società e delle autorità sportive. Le sue istanze sono state presentate anche ai massimi vertici istituzionali della Repubblica Italiana, nel tentativo di mantenere viva l’attenzione su una vicenda rimasta in sospeso.
Il ricordo di Giuliano Taccola sopravvive oggi grazie all’affetto dei tifosi e a diverse intitolazioni simboliche: il club del Genoa di Nervi porta il suo nome, così come lo stadio comunale di Uliveto Terme e una strada nel quartiere Trigoria, a pochi passi dal centro sportivo della Roma. Un tributo che continua a raccontare la storia di un talento spezzato troppo presto, ma mai dimenticato.


