Se si tratta di una strategia comunicativa, allora – senza offesa per Trigoria – ad oggi risulta poco chiara. A meno che non si voglia tornare al vecchio metodo del bastone e della carota, metafora che le nostre nonne utilizzavano per spiegare come funzionava la vita.
Prima della partita, il ds Massara – scrive Il Messaggero – risponde così a una domanda sull’esterno inglese: «Al momento resta una suggestione perché non mi pare ci siano né le condizioni né le motivazioni per portare avanti la trattativa». Poi, ai microfoni della Rai nel post-gara, quando a Gasperini viene prospettato un quadro di mercato in cui si sostiene che Sancho abbia rifiutato la Roma, il tecnico – con il solito garbo che lo contraddistingue – puntualizza: «Tutto giusto, tranne che Sancho ha rifiutato la Roma».
Chi invece in giallorosso c’è e sabato ha dimostrato di essere fondamentale è Koné. Certo, nel calcio moderno nessuno è davvero incedibile, ed è un’amara verità alla quale col tempo ci siamo abituati. A lui manca ancora il tiro, è vero, ma con Gasperini in panchina c’è da scommettere che col tempo affinerà anche questo aspetto.
E mettendo in conto persino lo scenario peggiore – il sacrificio sull’altare delle plusvalenze, cui inevitabilmente la Roma sarà chiamata a fine stagione – non va dimenticato che dopo un anno con questo allenatore e la vetrina dei Mondiali, ciò che oggi vale 40 a giugno potrebbe valere molto di più, vista anche la giovane età. Se Sancho resta irraggiungibile, allora andrà preso un profilo di pari livello. Magari un talento potenziale come Dominguez del Bologna, che all’Olimpico l’altra sera è rimasto in panchina.


