Gian Piero Gasperini ha impresso la sua impronta sulla Roma, portandola in testa alla classifica grazie a un mix di rigore mentale, sperimentazione tattica e gestione diretta del gruppo. Come sottolineato da La Gazzetta dello sport, la chiave è la psicologia: i suoi metodi, talvolta duri, stanno restituendo motivazione e rendimento a giocatori che sembravano spenti. Dovbyk, richiamato spesso in allenamento, sta tornando su buoni livelli, mentre Dybala e Pellegrini, entrambi in scadenza, appaiono rigenerati sul piano fisico e mentale.
La forza della squadra parte però dalla difesa. Con appena quattro gol subiti in nove gare, la Roma di Gasperini è la meno battuta tra i principali campionati europei. Il reparto guidato da Mancini, con l’apporto di Celik, Ndicka e un Svilar in forma eccellente, è diventato il punto di riferimento del progetto. Anche Hermoso, che sembrava vicino all’addio, è tornato protagonista, mentre i giovani Ziolkowski e Ghilardi crescono sotto osservazione.
Sul piano tattico, Gasperini non ha rinunciato alla sperimentazione. Ha alternato diversi moduli offensivi — dal centravanti classico al falso nove — fino a impiegare Cristante come incursore, una mossa rivelatasi decisiva contro Sassuolo e Parma. Pochi gol, ma pesanti, figli di un’organizzazione in costante evoluzione.
Altro segreto del primato è la duttilità. La Roma sa cambiare assetto in corsa, come dimostrato contro il Parma, quando Gasperini ha ridisegnato la linea difensiva durante la partita. Anche Wesley, adattato su entrambe le fasce, incarna questa flessibilità funzionale.
Infine, il rapporto con l’ambiente. Con la sua schiettezza, Gasperini sta conquistando progressivamente la tifoseria romanista. Se inizialmente accolto con scetticismo, oggi il tecnico piemontese sta trasformando la diffidenza in rispetto, un passo alla volta, spinto dai risultati e da un’identità sempre più definita.


