Con la maglia della Roma collezionò 23 presenze e realizzò una sola rete. Stiamo parlando di Gaetano D’Agostino, ex centrocampista giallorosso che ha vestito la maglia del club della Capitale dal 1999 al 2001 e dal 2003 al 2005. Il periodo d’adattamento non fu per niente facile: ĆØ lo stesso ex giocatore a raccontarlo in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.
L’ex calciatore di Siena ed Udinese tra le altre ha svelato l’importanza della figura di Bruno Conti al momento del suo arrivo a Trigoria: “Fu un trauma. Trigoria ĆØ una cittĆ e a me sembrava tutto enorme. A un certo punto scappai, volevo mollare tutto. Chiamai Bruno Conti e gli dissi ‘non ce la faccio, voglio andare via’. Lui mi prese e mi portò a casa sua. Sono stato otto mesi lƬ. Vivevo con i suoi figli, Andrea e Daniele, anche loro giocavano alla Roma. Ć stato come un padre. Gli devo veramente tutto”.
D’Agostino: “Capello era un sergente di ferro”
D’Agostino ha poi continuato parlando dei suoi ex compagni di squadra: “Giocare per la Roma ĆØ stata un’emozione unica. Ho realizzato il sogno di quel bambino partito da Palermo con uno zaino e tante aspettative. Capello era un sergente di ferro: parlava pochissimo ma guardava tutto. Aldair era incredibile. Gli bastava uno sguardo per farti rigare dritto. Glielo dico ancora oggi quando lo vedo: Pluto, sei il mio idolo’. Lo rispetto tantissimo, una volta in allenamento gli feci un tunnel con un velo e quasi mi sentivo in colpa”.
L’ex giocatore ha poi concluso parlando del periodo difficile sotto la gestione Delneri: “Discutemmo, perchĆ© non mi sentivo capito. lo presi i fischi dell’Olimpico e mi fecero male. Il pubblico era arrabbiato con la squadra. Io dopo una sconfitta andai da Delneri e lo affrontai: ‘Mister, io non sono un esterno. Non riesco a esprimermi. Ma lui non cambiò la sua idea e io chiesi la cessione”.



