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Luiss, Di Francesco: “Zaniolo va tenuto con i piedi per terra”. De Sanctis: “Quando pubblicate qualcosa sui social, tracciate la vostra storia”

Il tecnico è atteso per la presentazione della sesta edizione del corso. Presente anche Morgan De Sanctis e Guglielmo Stendardo, ex giocatore della Lazio

La Luiss, ateneo universitario privato di Roma, presenta la sesta edizione del Corso da Team Manager. Un’iniziativa completamente gratuita che la prestigiosa università rivolge a tutti i propri studenti, mirata a realizzare una formazione professionale qualificata con l’obiettivo di formare la figura del Team Manager. Presenti anche l’allenatore dell’AS Roma Eusebio Di Francesco e il Team Manager giallorosso Morgan De Sanctis. Inoltre sara’ presente Guglielmo Stendardo, ex giocatore di Serie A ed assistente di Diritto dello Sport e giocatore della squadra di calcio Promozione della Luiss.

18.15 – Risponde De Sanctis: Come avresti gestito Totti nel momento del suo addio?
Il ruolo di Team Manager non mi permette di dare giudizi che non siano gli stessi della società. Quello che posso fare è dare il mio giudizio ai dirigenti prima che una decisione venga presa. Per fortuna stavo a Montecarlo in quel momento. Ho un rapporto meraviglioso sia con lui che con Spalletti. Essere stato fuori era un bene. Il Team Manager che c’era si è tenuto a distanza da questa situazione.

Per Di Francesco: Darete la maglia numero 10 a Zaniolo?
Non me ne frega nulla. Bisogna mantenerlo con i piedi per terra. Non si smette mai di lavorare. Non valuto in base a quello, è riduttivo.

Per De Sanctis: Come si gestisce la crescita di Zaniolo?
Al Team Manager arrivano informazioni. Capisce come cambia lui e come cambiano i componenti della squadra. Poi si fanno valutazioni, le fanno l’allenatore e la società. Vorrei parlare dei social. Quando scrivete qualcosa tracciate la vostra storia, quando andrete avanti qualcuno la guarderà. Sulla maglia da dare a Zaniolo non se n’è mai parlato. Però sono usciti dei post di 4-5 anni, quando lui aveva 14 anni, e questo deve farvi capire quanto è importante.

Parla nuovamente Di Francesco: “Vi faccio una predica. In questo posto a volte si esagera con i giudizi, bisogna dare tempo e non smettere di impegnarsi” .

Per De Sanctis: Il Team Manager ha influenza nelle scelte di mercato?
Il Team Manager raccoglie informazioni. Per la mia sensibilità di ex calciatore so cosa vuol dire per qualcuno approcciarsi al mercato e lo sa anche il mister. Quando un calciatore dice qualcosa tu le senti e le comunichi, ballando su un equilibrio particolare. A volte da calciatore mi dicevano che ero un uomo società e mi arrabbiavo, ma da un certo punto di vista mi rendeva orgoglioso. Non si deve perdere la fiducia dei giocatori sennò nello spogliatoio non ci puoi più stare. Un esempio: ho legato molto con De Rossi, per questioni anagrafiche non è che frequenti tutti fuori dallo spogliatoio. Prima uscivamo io e lui, adesso ci siamo imposti di non vederci più tanto perché avendo ruoli diversi non è adeguato. Monchi mi ha detto subito “Ricorda che non sei più calciatore“.

17.30 – Inizia il suo intervento Morgan De Sanctis: “Monchi l’avevo conosciuto a Siviglia come giocatore, mi telefonò dopo Roma-Genoa, il giorno dell’addio di Totti,credevo volesse farmi tornare a Roma come calciatore e invece mi propose un ruolo capace di rappresentarlo quando lui era assente a Roma: il ruolo di team manager. Non ho avuto un attimo di esitazione, anche perché volevo tornare alla Roma e rimanere nel mondo del calcio. Ho tre referenti in squadra: allenatore, amministratore delegato e direttore sportivo. Io mi trovo nel mezzo. La Roma è una società strutturata in maniera importante. Ho a che fare con tutto l’ufficio stampa, il marketing, chi si occupa del magazzino e della manutenzione Trigoria, Roma Cares, Roma Club ecc. Ci sono dei rischi: non bisogna perdere la credibilità e la fiducia da parte di tutti. Il team manager deve essere il primo ad arrivare e l’ultimo ad uscire.Quando ho cominciato questo lavoro ho cambiato stile di abbigliamento per fare capire ai miei compagni che non ero più uno di loro, ma un rappresentante della società a loro disposizione. È importante nello spogliatoio sapere cosa dire, a chi dirlo, come dirlo e quando dirlo. Bisogna conoscere la storia del club e condividere valori e obiettivi alla squadra. Nella Roma i calciatori appena arrivano firmano un regolamento interno. Abbiamo deciso che tutte le multe che i calciatori e staff subiscono vanno a finire nel fondo Roma Cares“.

Ore 17 – Il primo a prendere la parola è Guglielmo Stendardo: “Lo sport è la mia vita quotidiana. Grazie alla LUISS che mi permette di continuare a fare parte di questo mondo. L’obiettivo è di creare figure professionali qualificate nel mondo dello sport. Anche Di Francesco è partito come team manager e oggi sta facendo una grande carriera. De Sanctis è il vero collante tra squadra e società. Ha le caratteristiche perfette per il ruolo di team manager”.

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