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L’Edicola, duello tra De Zerbi e Fonseca. Al via la campagna abbonamenti

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IL CORRIERE DELLO SPORT – Mircea Lucescu ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport per parlare di Fonseca, nome caldo per la panchina della Roma. Queste le sue parole.

Di per sé non sarebbe nemmeno una brutta notizia: i conti sono migliorati rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il problema, leggendo la trimestrale della Roma pubblicata ieri sera, è in prospettiva perché l’astinenza da Champions League obbligherà il club a un ridimensionamento drastico dei costi, specialmente sul fronte degli stipendi. Anche se Ranieri fosse riuscito ad agganciare il quarto posto, la Roma avrebbe comunque dovuto ripianare il bilancio con le plusvalenze.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Edin Dzeko, nonostante i 33 anni, è un centravanti stimatissimo dagli allenatori ed è per questo che il club giallorosso è sul punto di cederlo all’Inter sulla base di 12-13 milioni più l’inserimento di un giovane del vivaio nerazzurro. Il d.s. Piero Ausilio ha compiuto un blitz ieri, perciò dopo i contatti dei giorni scorsi le parti si sono incontrate e l’affare potrebbe chiudersi entro questa settimana.

«Viene alla Roma?», la domanda di un tifoso giallorosso non scompone il volto serioso di Roberto De Zerbi. Il tecnico del Sassuolo alza le spalle e respira profondo. «Per ora, c’è poco o niente», la risposta che a Soriano nel Cimino ripete al Premio intitolato a Pietro Calabrese. «Contatti? No, quelli li tengo per me… Sì, qualcosa c’è stato, ma è poco…».

Per Monchi era la prima scelta per il centrocampo. E per Daniele De Rossi era il giocatore da crescere e «coccolare», come quasi venti anni fa fecero con lui Emerson e Pep Guardiola. Chissà se ci avrà pensato, Sandro Tonali, domenica sera, al Foro Italico insieme ai suoi compagni di Under 21 per la sfida tra TottiFigo e i loro amici.

I candidati più forti per la panchina al momento sono due: Paulo Fonseca e Roberto De Zerbi, che piacciono entrambi per motivi diversi e, nello stesso tempo, non convincono entrambi per ragioni differenti. Non è un mistero che a James Pallotta, dal punto di vista strettamente tecnico, arrivano due input diversi, peraltro su un tappeto di stima condivisa per il gioco propositivo di tutti e due.

Stephan El Shaarawy, 26 primavere, è decollato verso il vertice del calcio italiano così presto da sembrare un veterano, mentre Justin Kluivert ha avuto addosso in fretta le stimmate del predestinato. Risultato: la Roma del futuro in attacco riparte da loro, nonostante il Faraone debba ridiscutere un contratto in scadenza nel 2020. Certo, entrambi hanno la cognizione che la prossima stagione debba essere quella del riscatto giallorosso, ma per potervi riuscire occorre innanzitutto avere fiducia nelle proprie qualità.

IL CORRIERE DELLA SERA – La notizia è clamorosa, firmata Conte: «Se il posto è ancora libero, sono disponibile ad allenare la Roma». Però non si tratta di Antonio, l’allenatore che ha firmato con l’Inter, ma di Giuseppe, il Premier, tifoso giallorosso, che ha risposto così a una domanda «politica»: ha intenzione di fondare una sua lista per le prossime elezioni?. Il più vicino alla panchina resta Paulo Fonseca, il tecnico portoghese dello Shakhtar Donetsk, che avrebbe la promessa del magnate Akhmetov di essere liberato in caso di offerta di suo gradimento.

Parte oggi, con alcune novità, la campagna abbonamenti della Roma per la stagione 2019-2020. La prima fase durerà fino al 19 giugno ed è aperta a tutti. In questa prima fase i prezzi degli abbonamenti resteranno invariati rispetto all’anno scorso, dopo il 20 giugno dovrebbero crescere del 15% circa. La vera novità è l’abbonamento digitale, gestibile attraverso una app disponibile sia su iOS che su Android. L’abbonamento digitale permetterà di cambiare utilizzatore fino a un massimo di cinque volte durante il campionato, cambiare posto anche dopo aver acquistato l’abbonamento, ricevere notifiche e ricevere sconti presso gli AS Roma Store. Sia l’abbonamento cartaceo che quello digitale garantiscono la prelazione per «partite ad alta richiesta». Lo riporta il Corriere della Sera.

IL TEMPO – Un po’ in sordina parte oggi la campagna abbonamenti per la stagione 2019/20. La Roma ha usato il motto «È qui che vive la mia passione» per dare il via alla vendita libera e a quella di rinnovo (partiranno insieme), effettuabile online, telefonicamente tramite call center e nei Roma Store. Sarà molto difficile replicare i numeri dello scorso anno, con 23.854 tifosi (circa 17mila in prelazione) che alla fine della vendita libera a metà agosto hanno allora deciso di acquistare il pass annuale dopo la splendida cavalcata fino alla semifinale di Champions League.

Haxhia, agente di Dalic, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Tempo a proposito della possibilità di un trasferimento alla Roma. Queste le sue parole.

LA REPUBBLICA – Tra Fonseca e De Zerbi, in una vicenda dai contorni sempre più thrilling (nelle ultime ore è risbucato il terzo incomodo Gattuso), la Roma ha deciso di lanciare, dopo vari rinvii, la campagna abbonamenti. E anche in questo caso l’ironia dei social ha avuto la meglio, in un clima di enorme scetticismo da parte della tifoseria nei confronti dei programmi societari. Un seggiolino vuoto in un settore dell’Olimpico, e lo slogan «È qui che vive la mia passione».

IL MESSAGGERO – «Se ancora libera, sono disponibile per la panchina della Roma». Minima soddisfazione: almeno il premier Conte non la rifiuterebbe, se cadesse il Governo. Ma è l’ironia del tifoso vip, impaziente di conoscere il nuovo tecnico. E Giuseppe non è Antonio che a fine aprile ha declinato l’offerta di Pallotta, preferendo l’Inter.

Ancora qualche giorno. Petrachi sta spingendo sull’acceleratore per liberarsi dal Torino, scontrandosi con la volontà del presidente Cairo che per lasciarlo andare via in anticipo ha chiesto la rinuncia delle ultime tre mensilità e di altri compensi maturati con il club granata. Entro giovedì il futuro ds della Roma (da qualche giorno nella Capitale) vorrebbe chiudere la pratica per potersi dedicare alla luce del sole, alla prossima esperienza lavorativa. Anche perché le cose da fare non mancano. Entro il 30 di giugno,come già accaduto ai suoi predecessori, Petrachi dovrà rimettere a posto i conti. La Roma confida di rientrare di almeno una quarantina di milioni di plusvalenze.

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