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Focus, come il “Decreto Crescita” cambierà il volto del calciomercato

Scopriamo meglio quali vantaggi porterà il nuovo decreto al mondo del calcio

Dal prossimo gennaio venire a giocare in Italia sarà più conveniente. Questo grazie ad una norma contenuta nel cosiddetto decreto crescita, approvato la scorsa settimana dal Parlamento. La legge introduce “un’agevolazione fiscale per qualsiasi lavoratore che trasferirà la propria residenza in Italia, compresi i calciatori, nel rispetto di alcune condizioni“.

In sostanza, il lavoratore non deve essere residente in Italia da almeno due anni e deve impegnarsi a mantenere la residenza minimo per i due anni successivi alla firma del contratto.

A questo punto scatta l’agevolazione: il reddito guadagnato dal lavoratore, al momento del calcolo delle tasse, varrà la metà. Quindi, se un calciatore guadagna 10 milioni di euro, la percentuale di imposte da pagare si applicherà su 5 milioni e non su 10. Per fruire dell’agevolazione i beneficiari dovranno pagare un contributo dello 0,5% sull’imponibile che andrà a finanziare un fondo per il potenziamento dei settori giovanili. La versione originale del decreto, modificato in Parlamento, prevedeva addirittura un regime più favorevole, con un taglio del 70% invece del 50 e un ulteriore bonus del 10% per chi trasferisse la residenza al sud. Inoltre, non era previsto nessun contributo di solidarietà.

In sostanza vengono quasi dimezzate le tasse sui lavoratori che da almeno due anni non vivono in Italia e che intendono viverci per almeno altri due anni. Un vantaggio notevole per le società di Serie A, che potranno risparmiare sugli ingaggi dei giocatori acquistati fuori dai confini nazionali.

Tuttavia, è importante sottolineare due cose: innanzitutto la norma entrerà in vigore il primo gennaio 2020, quindi gli eventuali acquisti di questa estate ne potranno godere solo per metà stagione. Inoltre, per la piena operatività manca ancora l’approvazione di un decreto che dovrà stabilire nel dettaglio i contorni della misura.

(a cura di Michele Damiani, redattore di “Italia Oggi”)

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