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Le difficoltà della Roma nel trovare un vice Dzeko (FOTO)

Dal 2015, anno di acquisto del bosniaco, si sono susseguiti diversi attaccanti, ma nessuno è mai stato in grado di farlo rifiatare

Acquistato nell’estate 2015 dal Manchester City per 15 milioni di euro totali (4 per il prestito e 11 per il riscatto), Dzeko si è da subito candidato ad essere la punta di diamante della Roma. Un’accoglienza da re a Fiumicino per il centravanti bosniaco all’epoca 29enne e la sensazione di un “9” che non si vedeva nella Capitale dai tempi di Batistuta.

Dzeko, nei 4 e più anni successivi in giallorosso, non ha deluso le aspettative: a fronte di un primo anno giocato molto al di sotto delle proprie capacità, ha comunque uno score di assoluto rispetto con, nel momento della stesura di questo articolo, 93 reti in 194 partite ufficiali con la maglia della Roma.

Da Totti a Kalinic, nessuno è mai riuscito ad essere il vice Dzeko

Sabatini, Monchi e Petrachi si sono susseguiti nella direzione sportiva dall’acquisto del bosniaco. Nessuno dei tre (Petrachi solo momentaneamente in quanto in carica) è riuscito ad acquistare un buon attaccante di riserva che garantisse continuità di prestazioni e che permettesse a Dzeko di rifiatare, nonostante alcuni acquisti siano stati parecchio onerosi per le casse del club.

Nella stagione dell’acquisto di Dzeko (2015-2016), la panchina della Roma è stata occupata da Rudi Garcia prima e Luciano Spalletti poi. Nella sessione estiva la società giallorossa ha ceduto due attaccanti di ruolo (Doumbia in prestito al CSKA e Destro a titolo definitivo al Bologna), tenendo di fatto Francesco Totti come vice Dzeko, nonostante lo storico 10 non avesse le caratteristiche da prima punta.

A fare il vice Dzeko ci ha provato anche Sadiq. Con il bosniaco che non rendeva come sperato, Garcia ha utilizzato, con Totti fermo per l’infortunio al bicipite femorale, il classe ’97 (allora 18enne) arrivato l’anno precedente dallo Spezia per la Primavera. Il nigeriano, dopo aver esordito all’89’ della sfida contro il Bologna, è stato impiegato per 28 minuti contro l’Atalanta. Poi il grande impatto: rete dopo 7′ dal suo ingresso contro il Genoa e rete contro il Chievo (con 80 minuti giocati). Seguiranno 70 minuti contro il Milan nell’ultima gara di Garcia prima dell’esonero. Con l’arrivo di Spalletti e gli acquisti a gennaio di El Shaarawy, ma soprattutto di Perotti, sparisce dai radar (giocherà solo 1′ contro la Juventus, seconda gara del neo mister).

Con il tecnico toscano, Dzeko finisce più volte in panchina: gli viene preferito il tridente “leggero” con il neo acquisto Perotti, esterno argentino arrivato dal Genoa, “falso nueve“. Basti pensare che il bosniaco, dal 16 marzo, per le ultime nove giornate di campionato, ne gioca solo una per 90′ (contro l’Atalanta, 3-3 il risultato). Nel resto delle gare (contro Inter, Lazio, Bologna, Torino, Genoa e Milan) collezione appena 142 minuti, mentre con Napoli e Chievo rimane addirittura in panchina. La soluzione “Monito” è stata un ottimo tampone (la Roma ha perso solo una partita delle 19 del girone di ritorno).

Anche nella stagione successiva dal mercato non arriva nessun attaccante e viene di fatto tenuto Totti, al suo ultimo anno da calciatore, come vice Dzeko. Il bosniaco però rende meglio e non fa sentire eccessivamente la mancanza di qualcuno che lo faccia rifiatare quando la stanchezza sembra prendere il sopravvento. Il bosniaco chiuderà l’annata con addirittura 51 presenze. In Serie A ha saltato solo la gara contro la Juventus per un infortunio al polpaccio. Spalletti, nelle poche volte che non lo ha inserito dall’inizio, ha affidato le chiavi dell’attacco a Perotti (riproposto “falso nueve” per due volte in stagione) oppure alla coppia composta da El Shaarawy e Salah (una volta) o al solo Salah (una volta). Totti è stato invece preferito al bosniaco in Europa League in quattro occasioni e una volta in Coppa Italia. Il numero 9 è partito titolare in 43 volte in stagione e per 34 volte non è rimasto in campo tutta la gara.

Monchi nell’estate 2017 sborsa 42 milioni di euro, bonus compresi, e si accaparra le prestazioni di Patrik Schick, che aveva stupito gli addetti ai lavori con la maglia della Sampdoria. Il ceco non entra comunque mai nelle simpatie di Di Francesco: il tecnico abruzzese non riesce a trovargli una collocazione tattica e il classe ’96 di certo non lo aiuta. Un continuo traslare dall’esterno a destra al centro dell’attacco. Molle e demotivato, non sforna mai prestazioni convincenti. Finisce in panchina sia con l’ex allenatore del Sassuolo che con Ranieri. Rimane due anni con la Roma, collezionando 58 presenze totali e siglando appena 8 reti, per poi essere ceduto in prestito al Lipsia.

Nello stesso anno, su richiesta di Di Francesco, arriva a Roma anche Gregoire Defrel. Prezzo del cartellino: 23 milioni di euro totali. Al Sassuolo giocava al centro dell’attacco, si pensava potesse essere lui il vice Dzeko, ma con l’arrivo di Schick è stato schierato praticamente sempre da esterno dal suo ex allenatore. Gli infortuni ne hanno minato gravemente l’esperienza romana. Sarà ceduto in prestito alla Sampdoria un anno dopo con sole 20 presenze e una sola rete e poi, nell’estate 2019, a titolo definitivo al Sassuolo per 12 milioni di euro, bonus compresi.

L’ultimo in ordine di tempo è Nikola Kalinic. Arrivato in prestito per 2 milioni (con riscatto fissato a 9), è lui il calciatore scelto dal ds Petrachi per far rifiatare il bosniaco. Il croato però non si rivela un sostituto adatto: arrivato per riscattare le brutte annate con le maglie di Milan e Atletico Madrid, ha giocato solo 182 minuti in giallorosso (distribuite in 5 apparizioni). Il 20 ottobre 2019, a Marassi, un infortunio al perone lo ha messo KO per 40-60 giorni, costringendo Dzeko agli straordinari.

Confronto tra Dzeko e i suoi vice

2015-16

Dzeko 39 presenze (31 Serie A, 7 Champions League, 1 Coppa Italia), 10 reti (8 Serie A, 2 Champions League) – 2.555 minuti giocati
Totti 15 presenze (13 Serie A, 2 Champions League), 5 reti (5 Serie A) – 406 minuti giocati
Sadiq 6 presenze (6 Serie A), 2 reti (2 Serie A) – 187 minuti giocati
Perotti 17 presenze (15 Serie A, 2 Champions League), 3 reti (3 Serie A) – 1.384 minuti giocati

2016-17

Dzeko 51 presenze (37 Serie A, 4 Coppa Italia, 8 Europa League, 2 Preliminari CL), 39 reti (29 Serie A, 2 Coppa Italia, 8 Europa League) – 4.038 minuti giocati
Totti 28 presenze (18 Serie A, 4 Coppa Italia, 6 Europa League), 3 reti (2 Serie A, 1 Coppa Italia) – 877 minuti giocati

2017-18

Dzeko 49 presenze (36 Serie A, 12 Champions League, 1 Coppa Italia), 24 reti (16 Serie A, 8 Champions League) – 4.112 minuti giocati
Schick 26 presenze (22 Serie A, 3 Champions League, 1 Coppa Italia), 3 reti (2 Serie A, 1 Coppa Italia) – 1.281 minuti giocati
Defrel 20 presenze (15 Serie A, 5 Champions League), 1 rete (1 Serie A) – 644 minuti giocati

2018-19

Dzeko 40 presenze (33 Serie A, 6 Champions League, 1 Coppa Italia), 14 reti (9 Serie A, 5 Champions League) – 3.169 minuti giocati
Schick 32 presenze (24 Serie A, 6 Champions League, 2 Coppa Italia), 5 reti (3 Serie A, 2 Coppa Italia) – 1.745 minuti giocati

2019-20

Dzeko 15 presenze (12 Serie A, 3 Europa League), 6 reti (5 Serie A, 1 Europa League) – 1.289 minuti giocati
Kalinic 5 presenze (3 Serie A, 2 Europa League), 0 reti – 182 minuti giocati

 

 

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