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Mimmo Ferretti

Roma, il bilancio (dopo il giallo) non è in rosso

Acquisti e cessioni: solo il campo ci dirà la verità

Pedro, Kumbulla, Borja Mayoral e in extremis (e passando con il giallo…) Smalling, oltre a Mkhitaryan.
Nessuno, per ovvi motivi di natura economico-finanziaria, si aspettava che la Roma portasse a Trigoria una serie infinita di stelle di primissima grandezza: c’era il desiderio, se mai, di veder colmare alcune evidenti lacune della rosa;
c’era la voglia di poter parlare a mercato chiuso di una squadra più forte di quella precedente.
Obiettivo centrato? Non al cento per cento, forse, ma non mancano le cose buone.
Oggi, dunque, la nuova Roma è migliore di quella vecchia? Proviamo ad analizzare la situazione.

E’ stato (finalmente) acquistato un vice Dzeko, lo spagnolo Borja Mayoral, ma all’appello – mettendo per un attimo da parte il capitolo legato al difensore centrale – manca come il pane un esterno destro realmente titolare.
L’olandese Karsdorp, che è stato ceduto invano per due volte, è rimasto in giallorosso ma (come al solito) non si hanno notizie certe sulla sua tenuta fisica. E la sua conferma potrebbe rivelarsi un grosso rischio per la causa romanista.
Stesso discorso per Santon. E Bruno Peres, per noi, non potrà/dovrà mai essere un punto fermo della Roma.
Con Florenzi spedito a Parigi, gli esterni a destra sono tre ma nessuno appare in grado di dare le adeguate garanzie.
E a sinistra c’è il solo Spinazzola, oltre all’acerbo Calafiori, dopo la partenza di Kolarov.

Lunghissimo, a tratti mortificante ma con un felice esito finale – dopo il grande spavento di ieri sera, che i tifosi della Roma assolutamente non meritavano – il discorso relativo al quarto difensore centrale titolare.
Per mesi si è cercato di prendere Smalling e, sul filo di lana (anzi, l’ufficialità c’è stata un paio d’ore dopo il gong…), l’inglese è arrivato. Si è rischiato di fare un clamoroso buco nell’acqua, si è rischiata una figuraccia planetaria ma questo ormai appartiene all’archivio. E adesso va solo ricordato che il giocatore (coccolato quotidianamente da Fonseca) è stato sempre dalla parte della Roma. Ora Paulo può essere felice per aver avuto il suo centrale di fiducia.
Il portoghese si era sbilanciato, si era dichiarato ottimista quando intorno a lui nella Roma regnava il massimo pessimismo ma la cronaca ci dice che aveva ragione lui. Preso Kumbulla (investimento da applausi), occorreva ingaggiare un altro difensore centrale da piazzare al posto di Fazio e Juan Jesus. Il pacchetto titolare adesso appare al completo.

Salutati Schick, Cengiz Under, Kluivert, Antonucci e infine pure Perotti, c’era necessità di mettere in rosa un altro attaccante oltre a Pastore (sì, Pastore…) perché Pedro (ottimo colpo, messo a segno già in primavera) e Micki difficilmente ce la faranno a reggere l’urto dell’intera stagione. C’è Carles Perez, Pellegrini potrebbe giostrare da trequartista ma in quel caso la coperta sarebbe corta a centrocampo. Zaniolo, si sa, purtroppo starà fuori ancora per parecchi mesi.

Lo slogan  “Non cederemo i nostri gioielli” è stato rispettato, e di questo va dato atto a Dan e Ryan Friedkin.
Obbligatorio, adesso, per i texani ingaggiare un direttore sportivo.

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