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Come un film già visto. La sfida ora è cambiare il finale

I giallorossi crollano al San Paolo sul più bello, scivolando sul trampolino dell’ambizione

La Roma che arrivava alla sfida con il Napoli era (speriamo lo sia ancora) una Roma in grado di trasmettere fiducia ad ogni singolo tifoso. “A me ‘sta squadra me pare proprio quadrata, ben messa in campo, insomma de personalità“.
Il più diffuso ritratto della creatura di Paulo Fonseca, in grado di segnare vagonate di gol (una media di 3 gol a gare nelle ultime 5) e di irretire la fase offensiva degli attacchi avversari (un solo gol subito, quello di Pjaca a Genova, nelle ultime 5).
Difficile presentare un miglior biglietto da visita al Napoli di Gattuso: la Roma puntava dritto e con merito al secondo posto, a una manciata di punti dal Milan di Pioli.

La realtà, descritta dai numeri e dalle statistiche, non sempre riesce a spiegare e a seguire, passo dopo passo, l’evoluzione della Roma. Una squadra, da sempre, in grado di costruire un castello all’apparenza solido per poi farlo crollare al primo attacco ricevuto. Questa era la paura che molti nascondevano in avvicinamento alla sfida del San Paolo, accompagnata dal presentimento “ti pare che facciamo punti il giorno in cui il Napoli vuole onorare la memoria di Diego Armando Maradona”.
Come in un Cluedo versione calcistica, gli indizi hanno composto, purtroppo, una prova schiacciante: la Roma non è crollata o evaporata, la Roma non ha mai raggiunto Napoli.

Un film già visto, l’impensabile e imprevedibile blackout, un cortocircuito giallorosso in grado di spazzare via certezze, non fornire salvagenti a nessuno e buttare nello sconforto più totale l’ambiente che avvolge la squadra.
Era accaduto lo scorso anno, dopo la sosta, con il ricordo della Roma di Firenze ancora vivo nella nostra mente, è successo di nuovo, questa volta in maniera ancora più fragorosa.
La sfida vera, ora, però è un’altra. Reagire e cambiare il finale di un film che conosciamo tremendamente a memoria.

Il copione che ciclicamente andiamo a rispolverare ora prevede una serie di prestazioni deprimenti, risultati mancati e posizioni in classifica perse, il perfetto mix per un altro finale di stagione anonimo, con la caccia ai colpevoli, con nomi di allenatori e giocatori che iniziano a circolare liberamente tra l’inchiostro dei giornali e qualche sussurro dalle segrete stanze di Trigoria.

La sfida è cambiare il finale, è fermare il nastro e cancellare il resto.
La sfida ora è metabolizzare, imparare e accantonare Napoli.
La sfida ora è battere lo Young Boys e poi il Sassuolo, ripartire da dove tutto si è interrotto, dare continuità ad un lavoro che non può essersi disperso in una tremenda notte di novembre.
La sfida ora è tornare a fare la Roma, ad essere squadra, a non essere dipendenti da nessun singolo, ad essere consapevoli dei propri mezzi e consci delle proprie debolezze.
Valorizzare il recente passato, dimenticando il presente per costruire un grande futuro.
Non fermiamoci ora.

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