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Roma, il piano d’attacco

Cosa aspettarsi per il futuro nel reparto offensivo? C’è da sostituire Edin Dzeko

Presente e futuro hanno lo stesso volto. Quello di Dzeko. Fondamentale per il finale di stagione (campionato e Europa League) ma probabilmente ancor più decisivo per le dinamiche estive del club. Inutile girarci intorno: dalla partenza di Edin, dipende che tipo di centravanti arriverà. Partendo da questo presupposto, se Dzeko dovesse decidere di restare, lo scenario per il prossimo attacco della Roma è già delineato: lui, Mayoral (per il quale la Roma è pronta a pagare 1 milione per il rinnovo del prestito) e un altro 9 giovane, sul quale puntare per il futuro. Un profilo alla Scamacca, per intenderci. Qualora il bosniaco dovesse invece esser ceduto, il panorama che si apre è molto più vasto. Nel giro di colloqui che Pinto ha effettuato con diversi agenti nelle ultime settimane, ha lasciato più volte intendere come l’idea del club sia quella di puntare sulla “green-line”. Termine ripetuto più volte che a pensarci bene fa rima con progetto a medio-lungo termine. In quest’ottica il database di Charles Gould potrebbe sbizzarrirsi: Malen (Psv), Gouiri (Nizza), Kalajdzic (Stoccarda), Nunez (Benfica), i giocatori non mancano. Ci sono però delle opportunità che potrebbero materializzarsi a breve. Il riferimento è a Belotti. Scadenza nel 2022, Torino che rischia la serie B, ciclo che dopo 6 anni e 103 reti sembra arrivato al capolinea, ingaggio sostenibile (2 milioni che arrivano a 2,5 in caso di approdo in Champions): il nazionale azzurro è arrivato al bivio della carriera. Per ora, nonostante le avance di Cairo, da ottobre rifiuta di sedersi al tavolo con i granata. Il Milan lo tenta da tempo e l’operazione di Mete a gennaio in rossonero è sembrato il prologo di qualcosa che potrebbe accadere a giugno. In seconda fila c’è la Roma. Lo scrive Il Messaggero.

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