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Match Program – Manchester Utd vs Roma: nella tana dei Red Devils per continuare a sognare

La Roma di Paulo Fonseca vola a Manchester per la semifinale d’andata di  di Europa League

I giallorossi all’inseguimento di un sogno: la finale di Europa League. Due step, molto difficili e ostici, l’avversario di turno non ha bisogno di presentazione: il Manchester Utd. Ma i sogni si trasformano in realtà solo se c’è abnegazione e convinzione, quello che la Roma dovrà dimostrare nel doppio incontro con i Red Devils di Soslkjaer.

La rosa del Manchester United

La squadra di Ole Gunnar Solskjaer si presenta da sola: per organico, storia e importanza a livello nazionale e internazionale. Se è vero che in Premier non vince dai tempi di Ferguson, in Europa è arrivato il successo proprio con la conquista dell’Europa League nel 2017, con protagonisti i giallorossi Mkhitaryan e Smalling. La rosa del Man Utd ha un valore di 715 milioni di euro, con 30 calciatori di cui 18 nazionali e 19 stranieri (il 63%). L’età media dei Red Devils si attesta sui 26 anni, con giovani talenti e giocatori affermati e di esperienza come Cavani, Juan Mata e Matic. Con il secondo posto in Premier ormai acquisito, il Manchester punterò forte sull’Europa League, torneo nel quale la squadra inglese è favorita già dai sedicesimi, insieme al Tottenham poi eliminato.

Portieri

Ormai da anni la porta del Manchester è difesa dallo spagnolo David De Gea, ma quest’anno c’è stata l’agguerrita concorrenza di Dean Henderson, che soprattutto nell’ultimo periodo ha preso il posto da titolare. A completare il reparto il trentaquattrenne Sergio Romero.

Difensori centrali

La coppia dei centrali difensivi titolari della squadra di Solskjaer è formata da Harry Maguire e Victor Lindelöf, due difensori esperti e di grande valore, con l’inglese che è anche il capitano della squadra. La prima alternativa è rappresentata dall’ivoriano Eric Bailly, ormai da cinque anni nei Red Devils. C’è anche il giovane Axel Tuanzebe, ventitreenne ex Aston Villa.

Terzini

Sulle corsie laterali spiccano i nomi di Luke Shaw a sinistra e Aaron Wan-Bissaka sulla destra, che rappresentano le prime scelte del tecnico norvegese. Come alternative ci sono Alex Telles, acquistato in estate dal Porto, e Brandon Williams, entrambi utilizzati sulla corsia mancina con il secondo che talvolta ha dato il cambio a Wan-Bissaka a destra.

Centrocampisti centrali

La mediana ha visto alternarsi principalmente 3 calciatori: il brasiliano Fred (vecchia conoscenza di Paulo Fonseca ai tempi dello Shakhtar), il campione del mondo Paul Pogba e il giovane Scott McTominay. Meno spazio per l’ex Ajax Donny van de Beek e il veterano Nemanja Matic.

Esterni

Sulle corsie esterne offensive si concentra l’esplosività e il talento del Man Utd, con diversi dei talenti più cristallini della squadra di Solskjaer. Uno di questi è certamente Marcus Rashford, ala sinistra di piede destro, che può occupare tutti i ruoli dell’attacco, anche quello di punta. Altro gioiellino dei Red Devils è il diciannovenne Mason Greenwood, che si divide tra il ruolo primario di ala destra e quello di prima punta. Uno dei calciatori più promettenti del Manchester e del calcio inglese. Sulla corsia di sinistra spazio anche per il gallese Daniel James, e a completare l’elenco degli esterni d’attacco c’è il giovanissimo Amad Diallo, acquistato a gennaio dall’Atalanta per 40 milioni, nonostante i suoi 18 anni d’età. Talvolta sula corsia agisce anche Juan Mata, che di fatto è un trequartista molto duttile.

Trequartisti

La punta di diamante dell’organico del Manchester United è rappresentata dal portoghese, ex Serie A, Bruno Fernandes. L’acquisto record della sessione invernale del 2020 dallo Sporting Lisbona, che ha cambiato volto ai diavoli di Manchester. Numeri da record per il trequartista, che anche grazie ai rigori, è il miglior marcatore stagionale della squadra di Solskjaer. L’alternativa è un calciatore di grande spessore ed esperienza: Juan Mata. Una vita in Premier League e una carriera ancora da protagonista nonostante i 33 anni.

Attaccanti

In estate è arrivato da svincolato uno dei migliori centravanti del calcio europeo degli ultimi vent’anni: “El Matador” Edinson Cavani. L’ex Napoli e PSG approda in Inghilterra a quasi 34 anni, ma nonostante questo sa essere ancora decisivo e a spaventare le difese avversarie. La riserva del centravanti uruguaiano è il francese Anthony Martial, attaccante di grande talento che per problemi al ginocchio dovrebbe saltare la doppia sfida con la Roma.

I 3 pericoli principali

Bruno Fernandes 

Acquistato per 80 milioni (tra fisso e bonus) dallo Sporting Lisbona, l’ex Samp e Udinese è letteralmente esploso nel Man Utd. In questa stagione 16 gol e 11 assist in Premier League, che diventano rispettivamente 24 e 15 considerando tutte le competizioni. Le sue qualità sono sotto gli occhi di tutti, e alle grandi qualità tecniche abbina un rendimento infallibile dagli undici metri. Il suo valore di mercato sfiora i 100 milioni, ed è a tutti gli effetti il miglior centrocampista della Premier League per questa stagione.

Marcus Rashford 

Compirà 24 anni ad ottobre Rashford, cresciuto nel Manchester ne vuole diventare un simbolo. Grande velocità e fiuto per il gol: 20 gol e 13 assist per il giovane inglese, che, come detto, ormai è uno dei veterani della squadra e della nazionale inglese. È uno dei pericoli principali dell’undici di Solskjaer, soprattutto per la sua duttilità e per la grande qualità tecnica che ne fanno un attaccante a trecentosessanta gradi.

Edinson Cavani 

Non c’è molto da dire sulla carriera e sulle qualità dell’attaccante uruguaiano. Oltre 400 gol in carriera tra Palermo, Napoli, PSG, Manchester United e Uruguay, un attaccante dalle doti straordinarie che ha sempre vissuto per segnare e che ancora oggi continua a farlo. Nonostante l’età Cavani resta uno dei principali pericoli della rosa dei Red Devils.

Domani sera la Roma sarà in quel di Manchester per affrontare lo United nella prima delle due semifinali di Europa League

Poche ore ci separano dal Manchester United-Roma, prima delle due semifinali di Europa League. Una partita che vale un’intera stagione, e non solo. Il riscatto di quel doloroso 7-1 è l’altro grande obiettivo per Fonseca e i suoi, ma vedersela con i Reds non sarà un’impresa facile. Ma come arriva la squadra di Solskjaer alla sfida?

Il cammino in campionato

Il Manchester United occupa al momento il secondo posto in classifica con 67 punti, dieci in meno degli storici rivali del City primo. L’ingresso in Champions League è ormai ipotecato, visto anche il distacco dal Chelsea, quarto a 58 punti. Un risultato arrivato non solo grazie alla difesa, che in stagione in Premier League ha incassato per ora 35 gol, terza per gol subiti dopo quella del City (24) e del Chelsea (31); ma anche e soprattutto per l’attacco. Con 64 reti messe a segno fin qui, i finalizzatori del Manchester United sono secondi solo quelli della squadra di Guardiola (che ne ha realizzati solo 5 in più). Numeri importanti, da primo posto in classifica, se non fosse per i troppi pareggi arrivati in stagione: ben 10 (come il Chelsea), che costano ai Red Devils la lotta alla vittoria della Premier League.

 

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Il cammino in Europa

Come Shakhtar e Ajax, anche il Manchester United arriva all’Europa League dopo l’eliminazione ai gironi di Champions. La squadra di Solskjaer si è infatti confermata terza nel girone H, dietro a PSG e Lipsia. Non sono bastati infatti i 9 punti conquistati, a fronte dei 12 realizzati dalle altre due compagini; a costare caro è stata la sconfitta interna con i parigini, che ha portato il Manchester United a doversi accontentare della qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Qui, archiviata la pratica del passaggio del turno nella prima gara con la Real Sociedad (4-0 all’andata e 0-0 al ritorno), gli uomini di Solskjaer hanno anche eliminato prima il Milan agli ottavi (1-1 all’andata e 0-0 al ritorno), poi il Granada ai quarti (0-2 all’andata e 2-0 al ritorno). Ora i Red Devils puntano alla vittoria, ma sulla loro strada c’è la Roma, che vuole a tutti i costi arrivare a Danzica per giocarsi la finale.

 

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GLI INIZI

La storia del Manchester United ha inizio nel 1878, nonostante la squadra sia nata solo nel 1902, dopo il fallimento del Newton Heath FC. Il salvataggio di quest’ultimo si deve ad alcune persone del posto, tra cui l’ex capitano della squadra, Harry Henry Davies, che divenne presidente del nuovo club. Il 28 aprile 1902 il nome del club divenne Manchester United. Nel 1908 la squadra irrompe nel suo primo campionato (First League Championship) e nel 1910 si trasferisce ad Old Trafford.

L’ERA BUSBY

Dopo la fine della seconda guerra mondiale il Manchester United divenne uno dei club più conosciuti del mondo grazie a Matt Busby, responsabile allenatore dal dopo guerra. Nel 1957 divenne la prima squadra inglese a competere in Coppa Europa e il 1958 fan uno degli anni più tristi della storia: otto giocatori morirono nel disastro areo nell’aeroporto di Monaco. La squadra di allora era soprannominata Busby Babes. Nel 1968 lo United, sconfiggendo il Benfica, divenne la prima squadra inglese a vincere la Coppa Europa. Nel 1974 il club venne retrocesso nella seconda divisione, sotto la guida di Tommy Docherty.

L’ERA ALEX FERGUSON

La nuova era del Manchester United ha inizio nel 1986, con la nomina ad allenatore di Alex Ferguson. Sotto la sua guida la squadra continuò a primeggiare in campo europeo, vincendo la Premier League nel 1993 e poi altri 19 titoli. Nella stagione 1998-1999 i Red Devils furono la prima squadra inglese a vincere il motico Treble (Premier League, Coppa d’Inghilterra e Coppa dei Campioni). Nel 2008 il Manchester United vince la sua terza Champions League battendo il Chelsea ai calci di rigore, nonostante l’errore dal dischetto di un giovane Cristiano Ronaldo. Il 22 aprile 2013 arriva l’ultimo trofeo di Alex Ferguson sulla panchina dello United: la Premier League.

IL POST-FERGUSON E I GIORNI NOSTRI

Con l’addio di Sir Alex Ferguson il Manchester United non ha più vinto il campionato. La stagione migliore è stata quella del 2016-2017 quando, sotto la guida di José Mourinho, i Red Devils si aggiudicarono tre trofei: la Community Shield, la League Cup e l’Europa League, quest’ultima battendo 2-0 l’Ajax in finale a Stoccolma. E’ anche l’ultimo vinto dallo United che dal 2018 è allenato da Ole Gunnar Solskjaer, il tecnico norvegese che punta al primo titolo: l’Europa League 2020-2021.

I precedenti 

Nella loro storia, Roma e Manchester United si sono scontrate nel corso delle competizioni UEFA per ben 6 volte, tutte tra il mese di aprile del 2007 e del 2008.

Il primo incontro tra i giallorossi e i Red Devils risale all’aprile del 2007, quando i club si sfidarono nei quarti di finale della Champions League: l’andata terminò 2-1 a favore della Lupa, guidata al tempo da Luciano Spalletti – durante la sua prima esperienza nella Capitale. Il ritorno è abbastanza conosciuto a causa del 7-1 rifilato ai capitolini, che subirono la sconfitta più pesante di sempre in Europa.

Nella stagione successiva, le squadre videro incrociarsi i propri percorsi della competizione sopracitata per ben quattro volte, due ai gironi e due ai quarti di finale. Nella fase iniziale la Roma perse 1-0 all’Old Trafford e pareggiò 1-1 in casa; fu poi buttata fuori dal torneo grazie allo 0-2 e all’1-0 rifilati ai giallorossi nella fase finale della coppa. Gli inglesi vinsero poi quell’edizione dell’UCL, battendo ai rigori il Chelsea in una partita dall’aria interamente britannica.

Il bilancio del Manchester United in casa contro le italiane è abbastanza a favore della squadra allenata da Solskjaer: 13 vittorie, 3 sconfitte e 3 pareggi, l’ultimo dei quali è arrivato l’11 marzo del 2021, nel corso dell’edizione odierna dell’Europa League contro il Milan. Al ritorno, gli inglesi hanno vinto 0-1 a San Siro grazie alla rete di Paul Pogba, che ha consentito loro di accedere ai quarti di finale del torneo.

La Roma, invece, può vantare di un’unica vittoria in casa di squadre inglesi, accompagnate da 10 sconfitte e 6 pareggi. L’unico successo giallorosso è arrivato durante la stagione 2000/2001 in Coppa UEFA, quando i lupacchiotti batterono il Liverpool ad Anfield per 0-1 grazie alla rete di Guigou.

Giallorossi vs Red Devils: chi è più seguito sui social

Viviamo in una società super tecnologica, dove i social fanno parte del nostro quotidiano. Instagram è il social più gettonato negli ultimi anni, attraverso il quale i fan possono conoscere al meglio il proprio idolo. Ci siamo chiesti chi fosse il giocatore della rosa giallorossa più seguito e la risposta può stupire. Non è Dzeko, o Pellegrini e Zaniolo, bensì Pedro con ben 6 milioni di followers. A seguire c’è El Shaarawy con 4,1 milioni.

 

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Un numero sorprendente che supera anche quello del canale ufficiale della AS Roma che colleziona 3,6 milioni di seguaci.

Per la rosa inglese le cose cambiano, quasi tutti i giocatori viaggiano su un milione e più di followers, ma Paul Pogba è quello che batte tutti con i suoi 43, 6 milioni, 3.5 milioni in più dell’account ufficiale del Manchester United (40,1 milioni).

 Giocatori meno seguiti

Il numero di followers non determina la popolarità di una persona, ma nella nostra ricerca abbiamo notato che Reynolds, con 39,9 mila followers, è il giocatore con meno seguaci nella rosa giallorossa. Per il Manchester Utd il primato va a Amad Diallo con 741 mila followers

Federico Fazio risulta essere assente da Instagram, l’unica pagina che sembra essere associata al giocatore ha 454 followers. Anche tra i Red Devils c’è un portiere che sembra voler vivere la sua vita lontano dai social, parliamo di Lee Anderson Grant. 

A differenza del tecnico giallorosso, Solskjaer non ha una pagina Instagram ufficiale.

Chi segue di più e chi segue di meno i followers?

Il primo posto del giocatore che segue a sua volta più persone va a Alex Telles che su 1,6 milioni ne ricambia 1983.  Numero di seguiti che non si avvicina di poco a quello di Juan Jesus, che su 392 mila followers ne segue 1392 e che detiene il primato della rosa capitolina.

 

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A Trigoria chi ricambia di meno il “segui” è Nicolo Zaniolo, che su 1,1 milione di followers segue solo 55 persone. Ma c’è chi batte il classe 99′ con solo 22 seguiti: Nemanja Matic, centrocampista della squadra inglese.

Lista completa con il numero di followers

As Roma

  • Dzeko 1,4 milioni
  • Pedro 6 milioni
  • Mayoral 1 milione
  • Perez 648 mila
  • El Shaarawy 4,1 milione
  • Cristante 158 mila
  • Pellegrini 408 mila
  • Villar 122 mila
  • Zaniolo 1,1 milione
  • Pastore 950 mila
  • Diawara 235 mila
  • Mkhitaryan 2,6 milioni
  • Karsdorp 163 mila
  • Ibanez 115 mila
  • Jesus 392 mila
  • Smalling 2,3 milioni
  • Santon 248 mila
  • Reynolds 39,8 mila
  • Fazio / o 454
  • Mancini 170 mila
  • Kumbulla 87,9 mila
  • Peres 155 mila
  • Spinazzola 490 mila
  • Calafiori 102 mila
  • Lopez 134 mila
  • Mirante 114 mila
  • Fuzato 71,5 mila
  • Fonseca 125 mila
  • As Roma 3,6 milioni

Manchester United

  •  de Gea 11,1 milione
  •  Anderson Grant /
  • Henderson 774 mila
  •  Lindelof  1,8 milioni
  •  Bailly 2,5 milioni
  • Jones 2,2 milioni
  • Shaw 3 milioni
  • Telles 1,6 milioni
  • Aaron Wan- Bissaka 1,9  milioni
  • Williams 1 milione
  • Pogda 43,6 milioni
  • Juan Mata 5,4 milioni
  • Fred 1,7 milioni
  • Fernandez 4,4 milioni
  • Amad 741 mila
  • James 1,9 milioni
  • Matic 1,8 milioni
  • Van De Beek 2,2 milioni
  • Mc Tominay 1,6 milioni
  • Cavani 8,1 milioni
  • Martial 5,8 milioni
  • Rashford 9,9 milioni
  • Greenwood 2,4 milioni
  • Solskjaer /
  • Manchester United 40,1 milioni
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