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Gravina: “Riforma dei campionati anche senza ok della A”

Gabriele Gravina va avanti per la sua strada. Quella che deve portare a “mettere in sicurezza il calcio

Gabriele Gravina va avanti per la sua strada. Quella che deve portare a “mettere in sicurezza il calcio”, quella che passa attraverso una serie di riforme importanti che migliorino un sistema in difficoltà evidenti già da prima della pandemia. Tra queste anche la discussa riforma dei campionati, con nuovi format che a suo parere possano agevolare la sostenibilità del mondo del pallone.

Ieri, al termine del Consiglio federale in cui è stato approvato il bilancio consuntivo 2021 (con risultati record nel valore di produzione, pari a 229,5 milioni, “meglio di un anno ricco come il 2006”, ha commentato il presidente federale), su questo fronte è stato fatto un nuovo importante passo.

Ha detto infatti Gravina: “Oggi lo Statuto concede ad ogni componente coinvolta nella riforma il diritto di veto: se una Lega non è d’accordo non si può fare la riforma. Non possiamo rimanere ingessati così, è una norma che andrà modificata ,è un po’ una iattura per il nostro mondo”.

E a domanda specifica se dunque sarebbe pronto a procedere anche senza il voto della Serie A, ha risposto: Sì, così come senza il voto di Lega B, Lega Pro o Dilettanti. L’idea è quella di un doppio passaggio: un’Assemblea statutaria che modifichi la norma sul diritto di veto della singola componente (basta il 50% più uno per l’approvazione) e poi la riforma, che in uno degli ultimi progetti della Federcalcio prevedeva una SerieA a 18 squadre.

La Gazzetta dello Sport 

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