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Ciro ha perso l’aereo: Immobile bloccato alla partenza per Budapest. Mancini: “Italia poco amata”

Giallo dietro alla mancata partenza dell’attaccante azzurro

Il caso esplode prima di mezzogiorno. E che qualcosa non abbiamo funzionato nella macchina organizzativa è, purtroppo, innegabile. Ciro Immobile alle 11:45 è già arrivato a bordo pista: vestito con il completo Armani della Nazionale, tutto lascia pensare che partirà con i compagni. Lo pensano anche alcuni di loro. Lui stesso ha dato la disponibilità a presentarsi, anche se solo in panchina.

Ma il capitano della Lazio non scende dal van nero. Guarda il telefono e aspetta: si scrive con Mancini, ma riceve anche i messaggi dei medici della Lazio, preoccupati per le sue condizioni. La risonanza a cui si è sottoposto un paio d’ore prima ha detto che la situazione rispetto a due giorni prima è lievemente migliorata, ma l’edema al bicipite femorale della gamba destra non si è riassorbito del tutto. Il risultato era stato inviato come da prassi anche allo staff medico della Lazio, che leggendolo ha ritenuto che il centravanti non potesse assolutamente giocare. Anzi.

Una divergenza di vedute che ha costretto lo staff azzurro a fare retromarcia. Così, quando il presidente laziale Claudio Lotito s’è fatto sentire con Ciro i giochi erano già fatti. Nella Nazionale italiana volata a Budapest lui non c’è. Stasera vedrà dalla tv la Puskas Arena, anello di ferro e cemento armato inaugurato due anni fa dopo 5 anni di lavori e un investimento monstre di 610 milioni di euro, soldi spesi ovviamente dal governo ungherese.

“La cosa più importante è aver voglia di venire in Nazionale, bisognerebbe amarla un po’ di più“, dice Mancini ore dopo. Non parla della situazione nello specifico, ma di una tendenza diffusa. Il ct è esausto: nei tre raduni del 2022 ha visto andare via, subito o in corso di ritiro, già 20 calciatori. Tutti con un motivo per andarsene, ma queste rinunce a grappolo in fondo sono quelle che hanno spogliato di risorse l’Italia. Contribuendo a lasciarla fuori dai Mondiali in Qatar. Lo scrive “La Repubblica”.

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