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Roma, il destino è nelle tue mani

Servono 6 punti nelle ultime due gare, ma potrebbero bastarne 4

Il punto con cui la Roma torna da Siviglia è meritato perché i giallorossi hanno saputo andare oltre le difficoltà di un primo tempo faticoso e organizzare una ripresa più aggressiva e determinata, impedendo il palleggio e le ripartenze del Betis. Il pareggio, e questa è la seconda buona notizia, consente alla Roma di evitare troppi calcoli: qualcuno andrà pur fatto, perché il peccato originale della sconfitta in Bulgaria ha complicato il cammino dei giallorossi e quindi avranno valore gli scontri diretti e magari anche la differenza reti, ma battendo l’Helsinki in Finlandia e il Ludogorets all’Olimpico la qualificazione ai playoff di Europa League non dovrebbe scappare.

La terza buona notizia è il gol segnato da Belotti, che ha affiancato Abraham nell’inedita soluzione del doppio centravanti e ha mostrato grande combattività. Se le assenze di Dybala (purtroppo lunga) e Zaniolo hanno tolto qualità alla manovra, il Gallo ha sopperito con le sue classiche doti: senso del gol, pressione sugli avversari, sacrificio e lotta. Va detto che per il Betis la gara di ieri era poco più di un’amichevole, visto che il primo posto nel girone era già virtualmente opzionato. E Pellegrini, infatti, ha lasciato in panchina Guido Rodriguez. Però questo non significa che gli spagnoli abbiano snobbato la gara. Anzi, il loro modo di giocare, quel fraseggio ipnotico e quei continui incroci sulla trequarti non hanno risentito del ridotto impatto sulla classifica. E infatti in avvio la Roma, senza concedere molto, ha però sofferto proprio perché non riusciva a spezzare con continuità la fitta trama di passaggi. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

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