Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rassegna Stampa

Belotti insidia Abraham. Camara imprescindibile

Le scelte per la sfida ai bulgari che deciderà il destino europeo dei giallorossi

La gara di domani sera è già una finale. La sfida col Ludogorets è un dentro o fuori in Europa League, un’occasione da non fallire per giocare i playoff e continuare il cammino nella competizione. Ecco perché Mourinho ha ribadito dopo la vittoria contro il Verona di non pensare al derby. Domani sera il turnover è abolito, fatto salvo per quei giocatori che non sono al meglio. Due cambi sono certi rispetto alla gara di lunedì scorso contro il Verona. In difesa non ci sarà Mancini, che contro l’Helsinki ha rimediato un’ammonizione che ha fatto scattare la squalifica di una giornata. Il centrale sarà sostituito da Kumbulla.

Sulle fasce vanno verso la conferma sia Karsdorp a destra sia Zalewski a sinistra. Celik è appena rientrato dall’infortunio e sarebbe un azzardo rischiarlo. In mezzo al campo Mourinho difficilmente rinuncerà a Camara, in questo momento tra i più dinamici. L’ottimo ingresso in campo di Matic può spingerlo ad una magia da titolare, lasciando così a riposo Cristante. Mourinho potrebbe scendere in campo con il 3-4-1-2, con Pellegrini sulla trequarti e l’utilizzo di El Shaarawy come spalla del centravanti. È ballottaggio invece tra Abraham e Belotti: l’inglese cerca il gol dopo le occasioni divorate a Verona, il Gallo invece cerca minuti in campo ed è stato tre volte su quattro titolare in Europa. Lo scrive Il Corriere dello Sport.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa