Rui Patricio, portiere titolare della Roma, è in scadenza il prossimo 30 giugno. Nel frattempo, la società giallorossa inizia a guardarsi intorno per trovare un suo futuro sostituto: sono tre, secondo calciomercato.com, i portieri che potrebbero interessare alla Roma.
Il primo nome è quello di Wladimiro Falcone, classe 1995 e attualmente portiere del Lecce, squadra che l’ha acquistato per 4 milioni di euro dalla Sampdoria. Falcone ha dichiarato la sua fede giallorossa nel post-partita proprio contro la Roma, e ha spiegato che giocare per i giallorossi e nella città in cui è nato e cresciuto sarebbe un sogno, oltre che un grande onore: “L’ambizione di giocare nei top club c’è sempre, per me sarebbe un sogno, che ho fin da quando ho memoria. Il mio sogno è quello, non si sa mai, non si smette mai di sognare. Dovrò farmi trovare pronto se succederà l’occasione, ho 5 anni di contratto e la mia testa è a Lecce per aiutare questa squadra a raggiungere questo obiettivo”. Vi è la possibilità di acquistare il portiere giallorosso con 10 milioni di euro.
Il secondo nome fatto da calciomercato.com è quello di Michele Di Gregorio, portiere del Monza. Di Gregorio è un portiere più continuo e con più carattere di Falcone, motivo per cui potrebbe convincere di più i giallorossi. Il Monza lo ha preso dall’Inter per circa 4 milioni di euro e potrebbe lasciarlo approdare nella capitale per 10 milioni. L’unico problema? Il portiere italiano ha un contratto con il Monza fino al 2027, fattore che potrebbe ostacolare le trattative tra i due club.
Spostandosi all’estero, invece, arriva il nome di Ugurcan Cakir, portiere del Trabzonspor. La squadra di Mourinho ha già affrontato l’estremo difensore turco nei playoff di accesso alla fase a gironi di Conference League, nell’agosto del 2021. Lo sponsor del giocatore è proprio Vincenzo Montella, ex calciatore e vincitore dello scudetto della Roma nel 2001, ora commissario tecnico della Turchia. Lo stesso Montella ha promosso Cakir a titolare nella nazionale turca, qualificata a Euro 2024.



Ma perché sempre all’estero cakir sarà mica n’altra cakata