Era la settimana immediatamente successiva a Roma-Monza, e José Mourinho era stato squalificato per aver schernito la panchina avversaria. In conferenza stampa, rispondendo a un cronista, lo Special One aveva dichiarato: “Ci sono due pesi e due misure nel valutare gli episodi”.
Per capire se il tecnico avesse o meno ragione, andiamo avanti fino a questo pomeriggio, quando la Procura della FIGC e soprattutto il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri si sono affrettati nel condannare le parole di Mou, che nella conferenza stampa di oggi si era detto “preoccupato” dalla designazione del direttore di gara della partita di domani contro il Sassuolo, Matteo Marcenaro. È stata aperta un’indagine in merito alle sue dichiarazioni, e il Presidente AIA Pacifici ha voluto bacchettare il mister da 26 trofei in carriera, evidenziando come “Certe affermazioni possono creare e sviluppare violenza anche e soprattutto nelle categorie minori”.
Allegri, le giacche lanciate e i cartelloni presi a calci
Insomma, la figura di un tecnico stimato in tutto il mondo del calcio (e non solo) ridotta a mero aizzatore di folle, peraltro violente. Viene da chiedersi se questo trattamento sia riservato a tutti o se, come pensa Mou, sia un qualcosa di dedicato esclusivamente a lui; viene poi da dare ragione all’allenatore portoghese, almeno dando uno sguardo al comportamento e alle dichiarazioni di certi suoi colleghi. Riavvolgiamo per esempio il nastro allo scorso 22 ottobre. Era il giorno di Milan-Juventus, e Massimiliano Allegri, tecnico dei bianconeri, dava sfoggio di maniere tutt’altro che da galateo: giacche lanciate in aria, cravatte gettate a terra, calci ai cartelloni pubblicitari e piedi continuamente all’interno del terreno di gioco. Tutto accade sotto lo sguardo di arbitro e quarto uomo, che decidono di sorvolare. Poche ore prima, José Mourinho veniva espulso per aver mimato il gesto delle lacrime al collega Palladino, mister del Monza.
Parlando invece di dichiarazioni davanti ai media, non è la prima volta che Mou subisce accuse per le sue parole. Celebre il caso Chiffi, con lo Special One che aveva definito il direttore di gara “Il peggior arbitro mai incontrato”. Squalifica per due giornate, con il tecnico costretto a saltare le prime due gare di questo campionato, rispettivamente contro Salernitana e Hellas Verona. 1 punto in 2 partite.
Le dichiarazioni di Sarri: “L’arbitro Ghersini va fermato”
Sull’altra sponda del Tevere intanto, Sarri a inizio campionato parlava di calendario negativo “non casuale” per quanto riguardava la Lazio, con tre trasferte ostiche a inizio campionato: “Non mi sembra normale che la seconda classificata abbia un calendario del genere. Credo proprio che non sia casuale. Ho parlato con gli statistici e mi hanno confermato che è una possibilità che non esiste”. Nessuna voce tra le istituzioni del mondo del calcio si è sollevata, nessuna squalifica è stata invocata. Inoltre nel finale della scorsa stagione il tecnico toscano, dopo un ko contro il Torino, aveva definito l’arbitro Ghersini come “un arbitro da fermare”. A quanto pare tutto lecito, anche qui nessuna squalifica.
Comportamenti in campo, dichiarazioni fuori dal campo. José Mourinho alla Roma ha dovuto affrontare, sia in campo nazionale che internazionale, giudizi e analisi spesso pesanti per questioni extra-tattiche, e lo stesso trattamento non è stato riservato a tanti colleghi.



Questo distoglie l’attenzione dalla figuraccia in Europa, tutto creato ad arte
e si perché con la Juve non lo hanno fatto mai, solamente lo scorso campionato hanno penalizzato la a Juve , ma mi è sembrato una presa per il .cu…ma stanno continuando ci sono arbitri a pagamento , ecco perché non ci possono vedere all’estero..
Ormai non ho più parole per descrivere questo pagliaccio….incompetente e degradante…
Una maledizione che perseguita la parola ROMA che ancora è temuta
Il trio dell’Ave Maria governa il calcio maledetti
Ma come lui con la lingua più lunga dei camaleonti c’è soltanto lui👅👅
Lallero
Ai signori della procura calcistica, da fastidio mou xche dice la verità sono di parte e disonesti.
‘l’arma di distrazione di massa’: questa volta parla di arbitri per spegnere l’attenzione sui risultati altalenanti dei suoi calciatori
Tic toc tic toc … il presidente non chiama e sono sempre più disperato
Mou e’ l’ unico che ha smascherato il gioco politico del braccio armato degli arbitri, mettere un arbitro inesperto potrebbe non governare la partita ed essere casalingo!