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Zingaretti: “Dispiaciuto per Mourinho, ma se questa è la nuova Roma ci metto la firma”

L'attore è dispiaciuto per l'epilogo del rapporto tra i giallorossi e il portoghese, ma allo stesso tempo è emozionato per DDR

Luca Zingaretti, famoso attore italiano e noto tifoso della Roma, ha rilasciato un’intervista per La Gazzetta dello Sport, dove ha parlato di Mourinho, dei Friedkin e di De Rossi. Ecco le sue parfole:

È anche un tifoso disilluso? 
“Oggi sono un tifoso felice. Il debutto in panchina del “mio” Daniele De Rossi è andato oltre ogni aspettativa: nella vittoria contro il Verona ho visto una squadra vogliosa che ha mostrato anche del bel gioco. Dopo quattro allenamenti la differenza si vede, se questa è la Roma di De Rossi ci metto la firma”.

Quindi condivide la scelta dei Friedkin? 
“Calma. Sono dispiaciuto per come si è chiusa la storia con Mourinho, uno che aveva dato rappresentatività a un popolo che negli ultimi vent’anni ne aveva avuta poca. Si è caricato tutte le dolenze del popolo giallorosso, sia verso il sistema sia verso una società che stenta a diventare big. Con il suo passato glorioso ha dovuto cucinare con quello che c’era nel frigo. Poi se vogliamo parlare del gioco…”

Parliamone.
“Quando giocavo a pallone io mi dicevano “calcio lungo e pedalare”, con la Roma era più o meno lo stesso… Calciatori smarriti in mezzo al campo e una circolazione di palla di una lentezza esasperante. Così diventi prevedibile e il gioco molto, molto noioso. Per uno come me che va allo stadio tutte le domeniche è stata dura. Però voglio sottolineare una cosa di cui si parla poco: la Roma gioca come negli ultimi due anni, quello che manca sono due torri come Smalling e Ibanez, a cui aggiungo pure Abraham anche se di testa era meno forte, che ti facevano segnare sui calci piazzati. Quei gol non realizzati si sono trasformati in punti in meno in classifica”.

La colpa di chi è?
“Beh, Mourinho non ha mai avuto un gioco particolarmente brillante, però va detto pure che la società non si capisce chi sia. A prendere posizione è sempre stato Mou e non mi pare giusto. Se andiamo a vedere il mercato, tolto Lukaku sono stati presi calciatori che giocano poco perché stanno sempre male, a cominciare da Dybala che per carità, è sicuramente un top player, però se fa una partita su quattro… Ci sono state delle cose incomprensibili in questi tre anni, almeno viste da fuori: le sfuriate di Mou contro Karsdorp o quella contro i giocatori dopo il 6-1 col Bodo… In un ambiente omertoso come il calcio è anomalo. Poi questi fantomatici 900 milioni cacciati dalla proprietà come sarebbero stati spesi? E il Financial Fair Play? Ci blocca il mercato, mentre ci sono anche grandi squadre che continuano a spendere e indebitarsi. C’è qualcosa che non ci dicono, a me i conti non tornano. Non voglio lanciare accuse, mi faccio semplicemente delle domande”.

Preoccupato per il futuro? 
“Ora c’è De Rossi e io ho immensa fiducia in lui. È sempre stato il mio idolo, anche perché giocava nel mio stesso ruolo. È un uomo vero e credo sia destinato a una carriera meravigliosa. Penso che alla Roma farà un grandissimo lavoro, ma mi auguro che la società non lo lasci solo e non confermi queste cattiverie che girano sul fatto che l’abbiano preso solo per tranquillizzare la piazza. Sarebbe da stupidi”.

De Rossi ha detto che il quarto posto è difficile ma possibile.
“Sinceramente non lo so, bisogna capire quanto ci fosse di Mourinho nel gioco della Roma e valutare le condizioni fisiche della squadra, mi pare che gli altri arrivino sempre primi sulle seconde palle. E poi Lukaku, povero figlio, quante gliene arrivano di giocabili? Praticamente zero”.

A proposito, che cosa pensa della Nazionale di Spalletti? 
“Spalletti… Se penso che lo abbiamo fatto andare via mi sento male. È bravissimo, un uomo tutto ad un pezzo, con un certo caratteraccio che a volte è necessario. In un attimo ho rivisto l’Italia giocare a pallone anche in maniera autorevole, cosa non facile soprattutto in una Nazionale che ha poche occasioni per allenarsi”.

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