‘Pacta servanda sunt’, ora De Rossi faccia la Roma

L'analisi del mercato estivo della Roma, tra le linee guida di De Rossi, i colpi e i mancati arrivi, le suggestioni e la compattezza da ritrovare in campo

De Rossi

“Credo che la programmazione stia andando nella direzione che volevo io. Sono stato supportato in quello che avevo chiesto. I patti sono stati rispettati e sono contento del mercato fatto”. Insomma, si riparte da qui.

Chi si aspettava oggi un De Rossi in parte deluso, preoccupato e magari polemico nei confronti della societĆ  ĆØ rimasto indubbiamente deluso. Il tecnico della Roma ĆØ apparso invece sollevato, sereno e diverse affermazioni hanno mandato segnali chiari. Da ieri sera a mezzanotte si ĆØ tirata una linea, con una postilla obbligatoria legata al possibile doppio colpo in difesa che, completerebbe e bene, un pacchetto che necessita di rinforzi d’esperienza e leadership.

Ora la parola spetta al campo ed ĆØ lƬ che DDR si sente più a suo agio. E’ stata una estate tortuosa, lunghissima, afosa e piena di colpi di scena. Ma quando dalla restaurazione si spinge il tasto della rifondazione, ĆØ difficile non lasciare indietro qualcuno o qualcosa.

Come Bove ad esempio. L’addio del ragazzo romano e romanista ha generato più di un malumore in cittĆ . Oggi De Rossi ha affrontato di petto la questione chiarendo che aveva specificato al ragazzo quali caratteristiche stava cercando sul mercato. La veritĆ  di fondo ĆØ che Bove a De Rossi non ha mai fatto impazzire, al di lĆ  dell’egregio atteggiamento avuto dal neo centrocampista viola ogni minuto trascorso a Trigoria. Ed ĆØ giusto che un allenatore si prenda la responsabilitĆ  di certe scelte.

Bove Roma

De Rossi si ĆØ lasciato indietro, immaginiamo con un pizzico di rammarico, pure qualche idea di mercato che per motivi diversi non si ĆØ concretizzata. Il primo rimpianto, espresso oggi chiaramente, riguarda Danso: un profilo di difensore roccioso ma veloce che avrebbe completato la coppia Mancini-Ndicka, che manifesta la necessitĆ  di una guida. Un altro riguarda un duo di calciatori, che non ĆØ un mistero, erano nella testa del mister giĆ  a maggio. Si tratta di Bellanova e Chiesa, due obiettivi che la Roma non ĆØ riuscita a centrare nonostante abbia provato a portarli nella capitale.

Il primo per una questione di costi complessivi e anche forse di scarsa convinzione da parte della dirigenza. A destra però si ĆØ rimasti un po’ appesi alle speranze come purtroppo accade da troppi anni. E questo ĆØ sicuramente uno dei principali vulnus di una campagna trasferimenti, nella quale Dan Friekdin, rispettando ‘i patti’ d’inizio estate, ĆØ tornato ad investire forte sui cartellini (circa un centinaio di milioni).

Federico Chiesa non ha mai del tutto aperto alla Roma. Non tanto per la piazza e il corteggiamento dell’allenatore, oppure il fascino evidente della tifoseria, quanto per le sue reali ambizioni economiche prima di tutto e poi sportive. Dopo un’estate tormentata ha scelto il Liverpool al fotofinish, ma se non c’era volontĆ  totale, forse ĆØ meglio cosƬ. D’altronde anche su questo De Rossi ĆØ stato chiaro: “Voglio gente super motivata e che ha fame”. E’ un discorso che ha ribadito anche all’interno in questi ultimi giorni dopo la disfatta con l’Empoli. Sono parole che sono state espresse chiaramente a tutti i calciatori della rosa. Non ci sono titolari inamovibili.

DDR ha pensato ardentemente anche a Skriniar e Calafiori. Il primo bloccato da un costo d’ingaggio fuori portata per tutti e da condizioni fisiche precarie; il secondo sondato direttamente dall’allenatore ad inizio mercato. Il centrale, scelto poi da Arteta all’Arsenal, c’ha pensato, sarebbe anche tornato ma il Bologna aveva la necessitĆ  di incassare un cifra monstre per spartire una parte del prezzo col Basilea.

Calafiori Italia

E se SoulĆØ era un pallino di De Rossi – ed ĆØ stato accontentato – anche Saelemaekers ĆØ stata un’indicazione del tecnico. Certamente non una primissima scelta, ma la sua duttilitĆ  e la sue capacitĆ  aerobiche ne faranno un tassello prezioso dall’inizio o a partita in corsa. Indiscutibilmente però la Roma non ha del tutto offerto all’allenatore quella batteria di esterni capaci di creare superioritĆ  numerica che avrebbero proiettato la squadra verso il passaggio definitivo al 4-3-3. Sono rimasti Zalewski ed El Shaarawy, per motivi diversi però non del tutto convincenti, e a destra SoulĆØ non ha un reale sostituto visto che Baldanzi sta apprendendo un nuovo ruolo, quello della mezzala. Ergo, a livello tattico, al di lĆ  delle scelte di domani sera, quando De Rossi avrĆ  a disposizione la rosa completa, qualcosa cambierĆ .

Anche perchĆØ l’altro vero tema dell’estate ĆØ stato il ruolo e la conseguente permanenza o no di Dybala. L’argentino e De Rossi si erano lasciati con l’idea che se non fosse arrivato nulla di allettante dall’Europa che conta per la Joya, dal 1 Agosto tutto sarebbe andato liscio. La variabile impazzita dell’Arabia Saudita e il pensiero, oggettivo, per la Roma di liberarsi di un costo complessivo che a bilancio salirĆ  a quota 18 milioni quest’anno, hanno portato ad enormi tensioni interne e soprattutto ad un ribaltone finale che ha imposto al club un reset. Il ruolo di Dybala ora torna preminente. Un ago della bilancia che non può non pesare sul piano tecnico, perchĆØ con le giocate dell’argentino la Roma ha maggiori ambizioni di tornare in Champions.

Tralasciando gli arrivi di Dahl, SangarĆØ e Ryan (sostituzione intelligente di Rui Patricio dopo l’esplosione di Svilar), arriviamo al tema centravanti. LƬ le carte immaginate e giocate sono state diverse, con flussi particolari che alla fine hanno portato a Dovbyk. Un calciatore su cui De Rossi crede molto perchĆØ non incarna solo il numero 9 che fa a sportellate dentro l’area, ma ha quella curiositĆ  ‘spallettiana‘ di andare a vedere spesso oltre la linea dei difensori cosa c’ĆØ (cit.).

Dovbyk

Insomma, ĆØ stato un mercato pensato in un modo, ma terminato in un altro. Con un numero elevatissimo di calciatori tra entrate e uscite, fine prestiti, scadenze contrattuali. Una campagna acquisti iniziataĀ con un pensiero tattico dominante e poi modificato in corsa. Improntato alla programmazione pluriennale e alla patrimonializzazione, con un risparmio in termini di costi complessivi sensibile (intorno ai 30 milioni ma scenderĆ  con i probabili arrivi di Hummels e Hermoso), che stabilisce l’inizio di un nuovo percorso ma non chiarisce del tutto verso quali obiettivi porterĆ  nell’immediato. Le tempistiche, eccessivamente ritardate e tendenti al blocco, soprattutto da inizio agosto hanno sporcato un buon lavoro impostato fin lƬ. Il caso Danso delle ultime ore, sul quale però la Roma non ha dirette responsabilitĆ , ha complicato ulteriormente i piani.

Ora però il campo sarà il giudice arbitro e un dato è certo: solo dando tempo a De Rossi, di assemblare una materia oggi onestamente imperfetta ma dai riflessi potenziali inesplorati, si darà seguito alla rivoluzione iniziata a maggio e allora sì, i patti, saranno rispettati. 

P.s. l’allenatore va assistito e non lasciato solo nĆ© sulle questioni di campo, nĆ© sul piano della comunicazione. E’ stato dannoso per Mourinho, ma dalle esperienze negative o dagli errori bisognerebbe imparare. Ma questa ĆØ un’altra storia…

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2 anni fa

Facce vede

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2 anni fa

Ve ricordo che ddr non vince na partita da Roma Milan scorso anno. Ossia da quando gli hanno rinnovato il contratto. Un po’ come quando era giocatore, faceva il fenomeno solo a scadenza contratto, poi tornava a passeggia in campo.

Annarita
2 anni fa

Lukaku non si poteva tenere. Costa troppo di stipendio.
Per Bove, mi dispiace molto ma spero che la Roma vada bene ugualmente. Se sei tifoso della Roma per davvero, non fai il tifo contro…. Speri che chi Ć© arrivato, faccia bene a meno che non fai il tifo solo per le tue idee…

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2 anni fa

CI RIMPIANGEREMO LUKAKU E BOVE…ASPETTARE E VEDRETE…..

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2 anni fa

Ed ora Con Daniele senza se e senza ma. Serve un programma, a costo di un futuro non immediato. Vedi l’Atalanta. In questo momento siamo inferiori

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2 anni fa

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