A Trigoria ci si avvicina ad un’estate che si preannuncia tutt’altro che tranquilla. L’allenatore ancora da ufficializzare – sempre che sia già stato scelto – tiene banco tra i tifosi, ma non è l’unico nodo da sciogliere. Situazioni di contratto ancora in sospeso, su tutti quello di Mile Svilar, e all’orizzonte c’è una sessione di mercato inedita, con un’apertura extra a giugno che stravolge un po’ i ritmi a cui si era abituati. Insomma, da qui al 1° settembre alle 20:00, giorno di chiusura ufficiale, sarà tutto un susseguirsi di movimenti, decisioni e scelte da non sbagliare.
Uno scenario ben diverso rispetto a quello della scorsa stagione, quando la Roma aveva già l’allenatore ma mancava una vera programmazione. Complice anche un “direttore sportivo” arrivato tardi, si finì per spendere oltre 100 milioni di euro su una rosa che poi non ha reso come ci si aspettava. Alcuni nomi parlano da soli: Matias Soulé, sbocciato solo di recente, oppure Enzo Le Fée e Samuel Dahl, già ai saluti dopo pochi mesi. Quella riguardante gli ultimi due, una gestione che Florent Ghisolfi – ora sempre più al centro delle operazioni – ha portato avanti come fosse una chiara ammissione di colpe.
E proprio Ghisolfi sembra voler cambiare rotta. Lo ha detto chiaramente a Sky Sport Insider commentando l’arrivo di Manu Koné: “È un esempio del tipo di acquisti che vogliamo: giocatori che aiutino la squadra a crescere”. Poche parole, ma che tracciano una linea netta: niente più scommesse rischiose o nomi da copertina che (spesso) non fanno la differenza, ma giovani con esperienza, pronti a entrare subito nel sistema e farlo funzionare.
L’estate comincia adesso (ma dipende dai risultati)
Molto, però, dipenderà anche da come finirà questa stagione. Una qualificazione alla prossima Champions League – che fino a qualche settimana fa sembrava utopia – potrebbe cambiare tutto. Gli incassi extra garantiti dalla massima competizione europea darebbero un margine di manovra diverso, più ampio e ambizioso, sia per quanto riguarda il mercato che per la scelta dell’allenatore.
Quindi, non resta che da attendere il nuovo tecnico. Ma intanto la direzione è chiara: costruire con testa, evitare gli errori dello scorso anno e farlo partendo da una visione più concreta. Magari con un budget più solido, se il campo darà una mano. La Roma si prepara a un’estate di scelte pesanti, forse decisive. L’aria che tira a Trigoria è quella del cambiamento, della voglia di rimettere in piedi un progetto tecnico credibile, con una rosa finalmente all’altezza delle aspettative. Allenatore, rinnovi, mercato: tutto è ancora in ballo, ma almeno adesso c’è un’idea da seguire. E se l’Europa che conta dovesse riaprirsi, quella stessa idea potrebbe prendere una forma ancora più ambiziosa.




Certo… infatti quando, ad esempio, Marotta arrivò “tardi” all’Inter il primo anno, commise gli stessi disastri.
Perlomeno Pinto, dopo un mese, già si sforzava di parlare in italiano (e lo parlava pure benino) davanti ai microfoni.
È un anno che è qui e al francesino placido bisogna ancora pagargli il babysitter.
“Arrivare tardi”, “ambientarsi”, “la sfortuna”, “la piazza difficile”, “gli arbitri contro”… ammesso sia tutto vero, rimangono i classici argomenti pretestuosi degli eterni perdenti.
Apposto….Se ci pensa il Francese ..Stiamo Come Maria Antonietta e Napoleone …Con La Ghigliottina …e ISOLATI…..