Di Chiaro: “Roma-Juventus snodo Champions. Dybala? Assenza pesantissima”

Le parole del giornalista torinese: "I bianconeri sanno di non poter più sbagliare. Koopmeiners in stand-by"

Conceicao, Dybala, Juventus-Roma

Domenica, alle 20:45, la Roma ospita la Juventus all’Olimpico per la 31^ giornata di Serie A. La sfida rappresenta un vero e proprio scontro diretto tra due squadre coinvolte nella lotta per il quarto posto, che garantisce l’accesso alla prossima edizione della Champions League. I bianconeri arrivano a questo incontro dopo un’importantissima vittoria contro il Genoa, ma preceduta da un profondo momento di crisi che ha portato all’esonero di Thiago Motta e all’insediamento di Igor Tudor. Stabilire se i tre punti conquistati siano merito del nuovo tecnico oppure frutto dell’effetto scossone è ancora difficile da valutare. Per analizzare meglio le condizioni con cui i bianconeri si presenteranno a Roma abbiamo approfondito il tema insieme a Micheal Di Chiaro, collega del portale tifojuventus.it.

Prima di parlare di Roma-Juventus, torniamo indietro di qualche giorno. Pronti e via con Tudor subito una vittoria. Quanto c’è del croato nel successo contro il Genoa e quanto invece è ancora riconducibile a Motta?
“Parlare di impatto decisivo di Tudor è ancora un po’ azzardato. Lui stesso in conferenza ha confermato di come abbia avuto la possibilità di lavorare con il gruppo al completo per solo due allenamenti e il terzo giorno la squadra era in campo contro il Genoa. Prima di parlare di ‘effetto Tudor’ bisogna andare con i piedi di piombo. Sicuramente si può dire che abbia già provato a lasciare la sua impronta perché qualche accorgimento tattico diverso si è visto. Ha riproposto la difesa a 3, dopo che la Juve aveva giocato tutta la stagione a 4 con Thiago Motta. Ha riportato Yildiz sulla trequarti ed ha segnato subito, una mossa azzeccata. Positiva anche la collocazione di Nico Gonzalez a tutto campo a destra, che ha fatto forse la sua migliore prestazione in bianconero. Quindi direi primi segnali di Tudor, anche se è ancora prematuro parlare di ‘effetto’ o di una sua impronta sulla Juve”.

Una vittoria importantissima per la classifica. Credi sia una rinascita dei bianconeri o esclusivamente un evento dovuto all’effetto scossone?
“Credo che la vittoria non si possa etichettare come quella della svolta in questo momento perché è un discorso estremamente prematuro. Penso che sì, l’inerzia del nuovo allenatore possa aver influito, ma credo soprattutto che ci sia stato un senso di responsabilità da parte della squadra. Dopo le due clamorose sconfitte con Fiorentina e Atalanta la Juventus è arrivata alla partita contro il Genoa con le spalle al muro, quindi non c’era altra soluzione che fare la gara perfetta, più dal punto di vista del risultato che del gioco. Con il minimo sforzo la partita è stata portata a casa. Però sì, devo dire che è figlia del momento e di un senso di responsabilità dei giocatori, che adesso hanno capito di non poter più sbagliare”.

Un passaggio su Koopmeiners. Cosa gli sta succedendo in questa stagione? Credi possa essere uno dei giocatori chiave nel match dell’Olimpico?
“Koopmeiners è inevitabilmente la grande delusione di questa stagione. Era stato preso come il fiore all’occhiello della campagna acquisti e invece le sue prestazioni nel corso di questi dieci mesi sono state veramente troppo al di sotto degli standard preventivati. La novità, a quanto pare, è che Tudor ha intenzione di metterlo in stand-by. Nelle prossime settimane è molto probabile che Koopmeiners perda il posto da titolare perché dovrà seguire una sorta di lavoro personalizzato, come se iniziasse una nuova preparazione. Svolgerà allenamenti personalizzati, farà anche due sedute al giorno, qualcuna in più rispetto ai compagni, dove verrà fatto un lavoro specifico per riportarlo al top. Già contro la Roma è probabile che non lo vedremo titolare e nelle prossime giornate giocherà degli spezzoni”.

Vlahovic o Kolo Muani, chi gioca? Chi sostituirà invece Gatti?
“Credo che anche a Roma vedremo Vlahovic dal primo minuto. La stima di Tudor nei suoi confronti è stata ribadita a più riprese nonostante la stagione del serbo sia deludente. I 90 minuti che Kolo Muani ha passato in panchina contro il Genoa rappresentano un indizio piuttosto pesante su chi sarà il titolare da qui a fine stagione. Per quanto riguarda la difesa, dopo l’infortunio di Gatti, le scelte sono obbligate. La Juve gioca a 3 e in questo momento ha esattamente tre difensori centrali. La coperta è cortissima e le scelte obbligate: giocheranno Kalulu, Kelly e Veiga”.

Parlando della Roma. Quanto inciderà nei piani di gioco della Juventus lo strepitoso momento dei giallorossi e quanto inciderà, invece, l’assenza di Dybala?
“L’assenza di Dybala è pesantissima perché stiamo parlando del leader tecnico della Roma, un giocatore dalla cifra tecnica nettamente superiore alla media. Noi lo conosciamo molto bene avendolo avuto per sette anni, per cui quando Dybala non è in campo una sensibile differenza c’è sempre. Per quanto riguarda il piano gara della Juve, sicuramente sarà influenzato dal momento d’oro della Roma. Con Ranieri è tornata a ragionare da squadra. E’ un blocco unico, compatto, una squadra solida che concede pochissimo e molto cinica. Per cui mi aspetto una Juve più accorta ed ordinata all’inizio, non per forza a forzare i ritmi di costruzione di gioco. Mi aspetto una Juve che possa colpire di rimessa, sfruttando la pericolosità dei propri giocatori offensivi quando possono attaccare gli spazi e provare a sfruttare le poche occasioni che la Roma concede”.

Nonostante il momento difficile in casa Juventus, credi che i bianconeri riusciranno ad arrivare in Champions? E la Roma?
“Credo che per la volata Champions la partita di domenica sia uno snodo molto importante, ma non decisivo perché nella stessa giornata c’è Atalanta-Lazio, c’è Bologna-Napoli e c’è Milan-Fiorentina. Per cui diciamo che non mi aspetto grossi ribaltoni in classifica alla fine di questa giornata. La Juve se riuscisse a fare punti, anche solo un pareggio, sarebbe un segnale molto positivo, perché poi nelle altre gare di aprile affronta Parma, Lecce e Monza, quindi un calendario agevole sulla carta e potrebbe avvicinarsi all’obiettivo. Raffrontando i calendari delle squadre, i bianconeri hanno il potenziale per arrivare tra le prime quattro. Per la Roma non sarà facile mantenere il ritmo che ha, considerando il calendario più complesso rispetto a quello della Juventus. Ma se dovessero tenere questo ritmo e questa andatura io credo non ci siano limiti, anche perché, ragionando in ottica Champions, contemplo sia il quarto che il quinto posto. Con la doppia sconfitta dell’Atalanta, invischiata ora in questa lotta, i posti sono due”.

Curiosità: qualora la Juventus dovesse arrivare in Champions, Tudor rimarrebbe o si sta già lavorando per un nuovo allenatore da giugno?
“Rimango dell’idea che, anche in caso di raggiungimento Champions e di una buona figura al Mondiale per Club, l’avventura di Tudor alla Juventus sia con la scadenza, ovvero il 30 luglio del 2025. Ha un’opzione di rinnovo automatico fino al 2026 se porta la Juve in Champions, ma la Juve a sua volta si è riservata una contro-opzione che permette al club bianconero di risolvere il contratto, a prescindere dai risultati del campo, entro il 30 luglio. Secondo me, l’inserimento di questa opzione la dice lunga su quali sia le reale mira, ossia quella di poter scegliere in estate con estrema calma e attenzione un allenatore con cui avviare un nuovo progetto. Per mesi si è detto che quello con Thiago Motta sarebbe stato l’anno zero e invece dopo il fallimento totale l’anno prossimo saremo costretti a parlare di un anno zero-bis. Quindi io mi aspetto che la Juve avvierà l’ennesimo ciclo con un altro allenatore e mi sento di dire con una certa sicurezza che non sarà Igor Tudor

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