Collovati: “I giallorossi andranno in Champions, ma la mia Roma valeva di più”

Collovati ricorda il periodo nella Capitale tra il 1987 e il 1989. L'elogio aLiedholm e l'analisi sulla squadra attuale di Gasperini

Collovati

Fulvio Collovati, campione del mondo nel 1982, ha indossato le maglie di Genoa e Roma, le due formazioni che si affrontano stasera a Marassi. In un’intervista al Corriere dello Sport, Collovati ha ripercorso le tappe dei due anni in giallorosso, spiegando come quella Roma ha saputo competere ai vertici del calcio italiano nonostante il confronto con squadre del calibro del Milan degli olandesi e del Napoli di Maradona.

Sulle ragioni del suo arrivo alla Roma: «Arrivai perché mi voleva Liedholm. L’avevo già avuto come allenatore al Milan. Mi chiamava, mi telefonava in continuazione. A Roma ho avuto un’esperienza intensa ma breve, due anni in tutto. Un’esperienza sottovalutata, non dico da parte dei tifosi, ma in generale. Nel 1988 arrivammo terzi dietro al Milan di Gullit e Van Basten e al Napoli di Maradona. Oggi come oggi il terzo posto è considerato un patrimonio».

Liedholm

Collovati e il retroscena sui derby vissuti a Roma

Sull’impatto di Roma e sulla diversa percezione del derby rispetto a Milano: «Ricordo che, appena arrivato, i primi tempi alloggiavo in un albergo ai Parioli e la sera, visto che mia moglie non mi aveva ancora raggiunto, andavo a prendere la cena in una rosticceria. Una volta mi si avvicunò un signore anziano che, quando mi riconobbe, mi disse: “E’ mejo anna’ in B che perde’ il derby”. Lì ho capito tutto: bastava vincere con la Lazio e avresti vissuto tranquillo tutto l’anno. Era un po’ un limite: a Milano la gente si aspettava di battere la Juventus. Non so se ancora oggi è così: penso di no, perché adesso la Roma si è internazionalizzata».

Sui motivi che lo portarono a lasciare i giallorossi per accettare l’offerta del Genoa: «Innanzitutto mi era scaduto il contratto. Poi ricordo che ero in vacanza in barca con Maurizio Mattioli e mi chiamò al telefono Signorini, che mi passò Franco Scoglio. Il mister mi disse: “Se vieni al Genoa ti faccio diventare campione del mondo”. Quella frase lì mi colpì, dico la verità. All’epoca non c’erano i procuratori come oggi: si misero d’accordo Spinelli e Viola e firmai».

Collovati

Collovati: “La Roma la vedo in Champions”

Sul rapporto con Signorini: «Era un signor giocatore, a mio modo di vedere molto sottovalutato. Io ho giocato in Nazionale per anni con Scirea, nel Milan sono stato compagno di stanza di Baresi, che ho visto crescere nelle giovanili. Loro erano due fuoriclasse ma subito dopo io ci metto Signorini. Quando Sacchi arrivò dal Parma al Milan, per far capire a Baresi i movimenti che doveva fare gli faceva vedere quelli che faceva Gianluca».

Infine, un punto sulle prospettive attuali della Roma di Gasperini: «Il Genoa con De Rossi si è trasformato e penso che alla fine si salverà. La Roma la vedo in Champions, più della Juventus, perché ha un attaccante che i bianconeri non hanno e una difesa che ha preso meno gol. Insomma, è una compagine solida, in stile Gasperini, aggressiva. Mi sono stupito delle tre reti che ha preso domenica contro la Juve, che sicuramente è una squadra che gioca a calcio ma a cui manca la fase difensiva».

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