La Roma di Mou: “Non siamo Special, ma ora possiamo vincere con tutti”

L’intervista di Mourinho a chiusura della pre-season giallorossa

José Mourinho resta un totem. Quello intorno a cui danza la Roma che sta nascendo e che lui riconosce come sua. Una cosa è certa: il plauso ai Friedkin e Pinto tagli i ponti con tutti gli alibi possibili. Vinca o perda, per la Roma sarà una stagione in puro stile Special One: “La rissa contro il Porto mi è piaciuta. Col Betis è stata già un’altra storia. Il primo responsabile è stato l’arbitro, il secondo io. Non posso essere io a provocare quello che è successo dopo, la squadra mi ha seguito e abbiamo finito con 3 o 4 cartellini rossi. Poi c’era la situazione Dzeko. E’ stata una situazione strana, si sapeva che sarebbe andato via e si respiravano un po’ di dubbi sul futuro“.

E qui arriva il presente: “Abbiamo iniziato il precampionato pensando di avere Dzeko ed è stata una sorpresa quello che è successo. I Friedkin sono stati fantastici e su Abraham io preferisco dire: aspettare e vedrete. So come ha preso la decisione sempre difficile. Questo mi dice tanto“.

Il mercato è cambiato anche con l’infortunio di Spinazzola: “Abbiamo perso lui e poi Dzeko. Cercavamo solo una punta e non due, e non un terzino sinistro. Così tutto è diventato più difficile. Sarà la prima e spero l’ultima volta che lo dico: mi mancherà qualcosa che aveva pensato inizialmente, ma devo solo ringraziare per il mercato che è stato fatto“. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

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