A Trigoria si respira un’atmosfera di attesa e riflessione. Da un lato, si guarda con speranza al futuro impianto di Pietralata, la cui apertura è prevista per il 2028, come dichiarato dal presidente della Serie A Ezio Simonelli. Dall’altro, riaffiorano gli echi del fallimento di Tor di Valle, con le motivazioni della sentenza che hanno finalmente fatto luce sul naufragio di quel progetto.
Il nuovo stadio della Roma, almeno sulla carta, si farà, ma il progetto definitivo non sarà pronto prima della prossima primavera. Un’attesa che si scontra con le vicende giudiziarie del passato, che hanno sancito il fallimento dell’ambizioso piano immobiliare dell’ex presidente James Pallotta. La sentenza ha confermato ciò che si sospettava da tempo: imprenditori, politici e consulenti hanno anteposto interessi personali al bene della collettività, compromettendo irrimediabilmente la realizzazione dello stadio a Tor di Valle.
Un epilogo segnato da arresti e condanne: il costruttore Luca Parnasi ha ricevuto una pena di 2 anni, mentre l’ex presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito è stato condannato a 8 anni e 8 mesi. Stessa sorte per l’avvocato Camillo Mezzacapo (9 anni) e per il consulente della giunta Raggi Luca Lanzalone (3 anni).
Mentre il passato resta un monito, il nuovo progetto di Pietralata attende ancora il via libera definitivo. La speranza è che questa volta la Roma possa finalmente avere il suo stadio, senza ombre o ostacoli.
Lo riporta La Repubblica.



Non mi pare sia una novità
Chi paga i danni?
Andrea Panzer Arco nessuno metterà i propri interessi davanti a quelli di un senatore della repubblica…
Invece in questo che debbono fare i friedkin no, vero?
Qui è un magna magna se non si fosse capito, er il primo che magna – e bene – è proprio il pilota di aerei.