Nato calcisticamente nella Lazio, dove ha militato per 14 anni fino al 1985, Lionello Manfredonia ha poi vissuto un biennio di successi con la Juventus prima di approdare, a sorpresa, alla Roma, dove ha chiuso la carriera tra il 1987 e il 1990. Un percorso raro, soprattutto in una città come Roma, dove il derby va ben oltre il campo. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista ha raccontato il suo rapporto con queste esperienze, partendo proprio dalla domanda che, ancora oggi, non smette di sentirsi rivolgere:
Qualche laziale le rinfaccia mai il suo trascorso romanista?
“Certo, succede ancora oggi, quando qualcuno mi incontra per strada e mi chiede come abbia fatto un laziale a giocare per la Roma. È normale, nella Lazio sono stato 14 anni”.
Che gara si aspetta stasera?
“La Lazio viene da una brutta sconfitta, la Roma è in salute. Ma nel derby può succedere di tutto. Spesso lo risolve un giocatore che nessuno si aspetta”
E chi lo può decidere stavolta?
“Nella Roma il più forte è Paredes: grande carattere e personalità. Tra i biancocelesti Isaksen, che è in un ottimo momento”.
Sta facendo meglio Baroni o Ranieri?
“Ranieri è un grande, è sempre stato un allenatore vincente. Baroni ha invece allenato squadre inferiori, ma ha sempre ottenuto ottime salvezze”.



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