In vista del match di sabato 19 aprile alle 20:45 allo stadio Olimpico tra Roma ed Hellas Verona, la redazione di Siamolaroma.it ha avuto il piacere di intervistare l’ex campione del mondo e giocatore delle due squadre Thomas Berthold. Da Ranieri al futuro allenatore, passando per De Rossi e Juric: ecco le sue dichiarazioni.
Che ricordo ha della Roma in cui giocò lei? Lei arrivò nella capitale nel 1989 e fu compagno di squadra di Voeller
“Ho trascorso un bellissimo periodo a Roma, vincendo la Coppa Italia e purtroppo perdendo la finale di Coppa Uefa con l’Inter. Abbiamo dimostrato che la società era in grado di lottare per un titolo, oggi la Roma è molto lontana dal vertice.
Un parere sulla Roma attuale
“Mancano sei partite e la squadra è in lotta per le coppe europee, specialmente per l’Europa League. Difficile recuperare il gap con la Juventus, non credo molto nella Champions. L’obiettivo realistico deve essere l’Europa League ma sarà comunque difficile perché ci sono Bologna e Lazio, se perdi punti ora è difficilissimo recuperarli. Non è facile giocare nemmeno contro le squadre che lottano per non retrocedere, a volte è più facile disputare un big match che sfidare una squadra di provincia che si chiude in difesa.”
La Roma quest’anno ha cambiato tre allenatori, prima De Rossi, poi Juric e ora Ranieri: lei avrebbe continuato con De Rossi?
“Quando si cambiano tre allenatori in una stagione qualcosa non va. Un conto è essere un imprenditore che compra una società, un altro conto è capire di calcio. I Friedkin non so quanto capiscano di calcio, solitamente un imprenditore non è un conoscitore di calcio. Dipende dalle strutture, dall’organigramma, chi è il DS, il CEO… Sono tanti i fattori da considerare.”
Poi i 53 giorni con Juric, con la zona retrocessione a soli due punti
“Nel calcio contano i risultati, sia per i giocatori che per gli allenatori. È stata una mossa senza alcun tipo di garanzia, quando viene un allenatore che non ha fatto la preparazione è già uno svantaggio, ha fatto troppi pochi punti. Non ha funzionato.”
Ora la cura Ranieri funziona e la Roma non perde dal 15 dicembre in Serie A
“Ranieri ha un’altra esperienza, un’altra personalità. Ha un’aura e un carisma che gli permettono di gestire le situazioni delicate in una maniera diversa. Nel calcio quando sei coperto bene e non prendi gol i risultati si vedono, e la Roma lo sta dimostrando.”
Secondo lei quale sarebbe l’allenatore perfetto per la Roma del prossimo anno?
“Non so che idee abbia mister Ranieri, io non lo so. L’allenatore perfetto è difficile da trovare, secondo me la questione numero uno è prendere uno straniero o un italiano. Sul mercato italiano ci sono parecchi come Motta che a Bologna ha fatto benissimo e con la Juve ha fallito. Roma e Napoli sono le due città più complicate in Italia in cui fare calcio, in piazze come Bologna ci sono pressioni minori ed un altro tipo di tifosi. A Roma devi prendere uno con una certa esperienza, non puoi permetterti un giovane da formare, serve gente pronta.”
Pellegrini è un buon capitano? Se lei fosse la Roma lo terrebbe o preferirebbe venderlo?
“Considerando che il suo contratto scadrà a giugno 2026, adesso bisogna prendere una decisione. Non si può aspettare che vada a scadenza, quindi bisogna vedere se c’è mercato in Italia o in Europa. A fine stagione bisogna scegliere se rinnovargli il contratto o venderlo.”
Sabato Roma-Verona, che gara si aspetta?
“Una gara complicata. Le squadre come l’Hellas che giocano per la salvezza non hanno nulla da perdere. Si mettono dietro la palla e devi avere pazienza senza rischiare, fino a quando la partita resta sullo 0-0 è molto difficile, l’eventuale gol del vantaggio può cambiare tutto.”
Che ne pensa del Verona? Zanetti sta facendo un buon lavoro?
“Se uno guarda il passato il Verona negli ultimi anni ha dovuto rinunciare a tanti giocatori di qualità anche a campionato in corso. Eppure in un modo o nell’altro riesce sempre a salvarsi, adesso vedendo la classifica i punti di distanza dalla terzultima sono otto, credo che quest’anno non debbano attendere l’ultima giornata per salvarsi.”
Pensa che il Verona riuscirà a salvarsi?
“Sì, e prima dell’ultima giornata. È una squadra stabile e ha fatto buoni risultati con squadre importanti. Per chi deve salvarsi anche i pareggi sono fondamentali, alla fine quando fai i conti pesano anche i punticini raccolti qua e là. Secondo me si salveranno molto presto.”
Sul declino del calcio italiano
“Ai tempi nostri in Italia arrivavano i migliori giocatori al mondo. C’erano massimo 2-3 stranieri per squadra, oggi in Italia arrivano molti stranieri e i giocatori forti arrivano solo a fine carriera. La Serie A era il campionato numero 1 al mondo, adesso è al quarto posto probabilmente, al pari del campionato francese.”


