Domenica sarà un giorno speciale per Edoardo Bove, che per la prima volta calcherà il prato dell’Olimpico da avversario della Roma, la squadra che lo ha cresciuto e lanciato nel calcio professionistico. Un ritorno dal sapore agrodolce, carico di significati sportivi ed emotivi, che segna un’altra tappa del suo percorso personale e professionale.
Già lo scorso ottobre, Bove aveva affrontato i giallorossi segnando una rete nella gara d’andata, terminata con un netto 5-1 in favore della Fiorentina. Allora non aveva esultato, in segno di rispetto verso la squadra del cuore. A gennaio, dopo Lazio-Fiorentina, era rimasto sul campo a lungo, camminando da solo sul prato dell’Olimpico con la tuta addosso, un gesto silenzioso che raccontava più di mille parole.
Ma la stagione ha poi riservato una prova ben più dura: il malore del 1° dicembre contro l’Inter ha costretto Bove a un’operazione delicata. È stato necessario l’inserimento di un defibrillatore sottocutaneo, una misura di sicurezza fondamentale per permettergli di continuare ad allenarsi e vivere con serenità.
Nonostante le difficoltà, Bove non ha mai smesso di lavorare e guardare avanti. La Capitale resta il suo punto fermo: Roma è casa, e il legame con la città e il calcio giovanile locale è più vivo che mai. Venerdì sarà infatti protagonista dell’evento “Il Viola Unisce”, in programma a Casa Viola, il centro sportivo acquistato e messo a disposizione dal calciatore stesso per supportare la Boreale e la Fiorentina nelle attività giovanili.
A giugno il suo ritorno formale alla Roma è già previsto, ma il futuro resta aperto: sarà la società a decidere se puntare ancora su di lui o valutare altre opzioni. Di certo, Bove ha dimostrato un attaccamento raro al club e alla città, qualità che potrebbero rivelarsi decisive nelle prossime scelte della dirigenza giallorossa. Lo riporta La Repubblica.


