La rincorsa della Roma alla Champions League entra nel vivo e passa per Bergamo. Dopo il pareggio dell’Olimpico tra Lazio e Juventus, la squadra di Claudio Ranieri ha l’occasione di portarsi da sola al quarto posto, a quota 66, con ancora due giornate da giocare. Ma per compiere il primo dei tre passi decisivi servirà una prestazione di spessore al Gewiss Stadium, contro un’Atalanta organizzata e aggressiva, soprattutto tra le linee. L’assenza di Lorenzo Pellegrini, fuori fino a fine stagione per una lesione al tendine femorale, impone al tecnico giallorosso una riflessione tattica delicata: confermare Koné in cabina di regia, inserendo Pisilli nel ruolo lasciato scoperto dal capitano, oppure riportare Paredes in mezzo al campo e affidarsi all’esperienza dell’argentino?
Come gioca la Roma: moduli dinamici e ampiezza offensiva
Il sistema di riferimento resta il 3-5-2, trasformabile in fase di possesso in un 3-3-1-3, con un’importante alternanza di movimenti tra difesa e centrocampo. Quando in campo c’è Paredes, il sudamericano arretra sulla linea dei centrali per dettare i tempi della manovra, mentre Mancini accompagna l’azione avanzando leggermente, aprendo linee di passaggio verso le mezze ali larghe e gli esterni molto alti. L’alternativa vista nelle ultime due uscite – contro Inter e Fiorentina – prevede un 3-2-4-1 in possesso, con Koné e Cristante pronti a scendere tra i centrali per iniziare l’azione. In non possesso la Roma si ricompatta con un 5-3-2, abbassando gli esterni e creando densità in mezzo al campo per contenere e poi ripartire, affidandosi al lavoro tra le linee della seconda punta.
Paredes o Pisilli: cosa cambia nell’assetto giallorosso
Il dilemma tecnico riguarda la scelta tra due identità di gioco differenti. Con Paredes titolare, Ranieri riporterebbe Koné nel ruolo di mezzala, soluzione più collaudata nei mesi scorsi. L’argentino garantisce ordine e costruzione dal basso, abile nel palleggio stretto e nella gestione dei tempi di gioco. È lui il play classico, capace di verticalizzare e dare qualità all’uscita bassa. Tuttavia, nelle ultime settimane è stato proprio Koné ad assumere il comando della mediana, con risultati sorprendenti: il francese ha interpretato il ruolo in chiave moderna, privilegiando fisicità, recupero palla e transizioni rapide. Statistiche alla mano, contro Inter e Fiorentina ha completato oltre il 95% dei passaggi e vinto 10 duelli a terra, risultando determinante nel pressing alto e nella copertura.
Optare per Pisilli significherebbe quindi mantenere Koné in posizione centrale, sfruttando la freschezza e gli inserimenti del giovane centrocampista al posto di Pellegrini. Una soluzione che dà maggiore gamba e presenza offensiva, ma toglie qualcosa in termini di visione di gioco e controllo. La scelta di Ranieri, dunque, non sarà solo tecnica ma anche strategica: affrontare l’Atalanta con un palleggiatore per superare il pressing o con un mediano di rottura per reggere l’urto e ribaltare il fronte? La risposta arriverà stasera, in un Gewiss Stadium che potrebbe valere la stagione.




