L’avvento del VAR sembra aver complicato le cose piuttosto che renderle più semplici. Alcune decisioni, infatti, restano incomprensibili ed ogni weekend assistiamo alle sfuriate di una societĆ a seguito di errori arbitrali evidenti. Da questa stagione, inoltre, i direttori di gara sono incaricati di motivare la decisione presa a seguito della revisione al VAR, in modo tale da rendere il più trasparente possibile il loro verdetto.
Tutto ciò, però, non sembra essere sufficiente. Il VAR ĆØ usato spesso e male. Dopo quasi un terzo di campionato, la revisione al monitor ha portato gli arbitri a sanare 42 errori dei 50 commessi sul campo. Una percentuale pari all’84%, che sembra alta ma che ĆØ invece inferiore rispetto a quella della scorsa stagione, quando era del 92%. In appena tre mesi di campionato, dunque, agli arbitri sono sfuggite otto situazioni: se si fa un paragone con l’annata precedente ci si rende conto di quanto questo dato possa essere preoccupante. Nella stagione 2024-2025, infatti, le sviste in tutto il campionato erano state 15, ora siamo a più della metĆ e non ĆØ terminato neppure il girone d’andata.

La Roma e il VAR
I giallorossi sono stati penalizzati dal VAR in diverse occasioni. Una su tutte quella della scorsa stagione a BergamoĀ di Atalanta-Roma. In quell’occasioneĀ ai capitolini fu revocato un calcio di rigore concesso a seguito di un contatto in area di rigore tra Pasalic e KonĆ©.
Quello che viene spesso recriminato da parte delle societĆ ĆØ la mancanza di uniformitĆ di giudizio. La decisione che viene presa in merito ad un episodio, infatti, viene spesso e volentieri cambiata. CosƬ si scatena l’ira dei dirigenti ai microfoni dei media nel post-partita.



