Ci sono date che non hanno bisogno di essere cerchiate sul calendario. Il 30 ottobre, per la Roma, ĆØ una di queste. Venticinque anni fa, un ragazzo di appena 18 anni, con i capelli biondi a caschetto e il numero 27 sulle spalle, metteva piede per la prima volta sul prato dell’Olimpico con la maglia giallorossa. Si chiamava Daniele De Rossi. Nessuno, quella sera, poteva ancora immaginare quanto sarebbe diventato grande quel nome nella storia della Roma.
Era il 30 ottobre 2001 e la squadra di Fabio Capello affrontava l’Anderlecht nell’ultima giornata della fase a gironi di Champions League. Con la qualificazione giĆ conquistata, il tecnico aveva scelto una formazione sperimentale, schierando tra gli altri Pelizzoli, Aldair, Samuel, Cafu, Emerson, Cassano e Delvecchio. La partita sarebbe terminata 1-1, con Mornar a portare avanti i belgi e Delvecchio a firmare il pareggio. Ma il risultato, col passare degli anni, sarebbe diventato soltanto un dettaglio.
La nascita della leggenda di De Rossi
Al 26′ della ripresa Capello richiama Ivan Tomic e manda in campo De Rossi. Ć il suo debutto assoluto in prima squadra, ancora prima di aver giocato un minuto in Serie A. Per l’esordio in campionato bisognerĆ aspettare il 25 gennaio 2003, contro il Como sul neutro di Piacenza. Nel frattempo arriveranno anche tre presenze in Coppa Italia. Piccoli passi, prima di diventare uno dei simboli più amati della storia romanista.
La Roma ha ricordato quella notte attraverso una lunga nota pubblicata sui propri canali ufficiali, ripercorrendo la partita e soprattutto l’ingresso del giovane centrocampista: “La storia nella storia, però, si scrive al minuto 26 della ripresa. PerchĆ© al posto del centrocampista serbo Ivan Tomic, subentra un ragazzo di diciotto anni, acconciatura bionda a caschetto e maglia numero 27 sulle spalle. Ć al debutto assoluto con la Roma. Nemmeno in campionato ha ancora visto il campo.”
Da quel primo ingresso in campo sarebbero arrivate altre 615 presenze con la Roma. Il club ha voluto sottolineare anche la particolarità di quel numero, 616, che racchiude simbolicamente il 6 e il 16, la maglia che De Rossi avrebbe indossato dal 2005. Una storia cominciata da calciatore, proseguita da allenatore e rimasta viva anche dopo il doloroso addio alla panchina giallorossa. Perché il 30 ottobre 2001 non è soltanto il giorno di un esordio: è il giorno in cui Roma ha incontrato, per la prima volta sul campo, uno dei suoi figli più rappresentativi.



