La Champions League è la competizione che sta mostrando le fragilità di una Roma in crescita che, in questo avvio di stagione, è riuscita a mettere alle corde qualsiasi avversario per lunghi tratti delle partite, non sempre, però, portando a casa il risultato. La poca esperienza in campo internazionale dei giallorossi è tangibile nelle rimonte subite contro Fenerbahce (1-1), Real Madrid (3-4) e Manchester United (3-2).
Gasperini, al termine del ko in casa dei Red Devils, ha ammesso che il percorso da fare è ancora lungo soprattutto lontano dall’Italia: “Per competere in Europa sicuramente sì, ma partite così devono lasciarti qualcosa”
Roma, in Serie A una volta in vantaggio si vince ma in Champions la tendenza è diversa: il confronto
La Roma all’Old Trafford ha subito l’ennesima rimonta della stagione perdendo 3 punti fondamentali per accedere al prossimo turno di Champions League. I giallorossi per la 4° volta in 14 partite non hanno portato a casa il risultato, nonostante siano passati in vantaggio con Soulé e Malen. Gasperini ha analizzato il ko: “Le partite durano 90 minuti e quando loro hanno rischiato di più alzando il ritmo non abbiamo trovato le contromisure giuste. Su questi campi ci sta subire un po’, non si possono giocare 90 minuti come il primo tempo ma potevamo fare di più”.
La formazione capitolina ha già perso 8 punti in Champions League da situazioni di vantaggio: da 0-1 a 1-1 in casa del Fenerbahce, da 3-1 a 3-4 contro il Real Madrid e da 0-2 a 3-2 all’Old Trafford. In Serie A, malgrado ci siano stati dei cali vistosi in alcuni secondi tempi, la Roma si è fatta riprendere solo dall’Inter (da 2-0 a 2-2) portando a casa comunque un pareggio. Nelle altre circostanze in cui è passata in vantaggio ha sempre vinto.
Estendendo l’analisi alla scorsa stagione, ossia da quando c’è Gasperini sulla panchina giallorossa, la squadra quando è andata avanti nel punteggio, in campionato, ha raccolto 34 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta. I punti persi sono appena 9, solo uno in più di quelli gettati nelle prime 4 gare di Champions League. L’inesperienza nella gestione dei momenti all’interno della massima competizione europea è eloquente, come la qualità nettamente più elevate degli avversari che acuiscono delle imperfezioni.



