“Siamo stati trattati come bestie”. Ć la denuncia di alcuni tifosi della Roma presenti ieri sera all’Old Trafford per la sfida contro il Manchester United. Nel mirino il trattamento ricevuto dagli addetti alla sicurezza inglesi. Tra i racconti più agghiaccianti c’ĆØ quello di una tifosa giallorossa che sostiene di aver assistito a una scena drammatica: un ragazzo immobilizzato a terra, in gravissime difficoltĆ respiratorie, mentre i presenti chiedevano disperatamente l’intervento di un medico.
La testimonianza ĆØ stata pubblicata sui social dall’avvocato Lorenzo Contucci, che ha riportato anche una ricostruzione di quanto sarebbe accaduto prima dell’arrivo della donna. Di seguito il racconto integrale.
La testimonianza choc della tifosa romanista
“Sono scesa dalla scala E232 e mi sono trovata davanti a quello che definirei un vero e proprio plotone di esecuzione. Non avevo mai visto una cosa del genere, neanche fossimo nella Striscia di Gaza. Ho chiesto a uno steward di poter andare in bagno, ma mi ĆØ stato risposto di no. PoichĆ© ho vissuto in Inghilterra e parlo perfettamente inglese, gli ho spiegato chiaramente che non poteva impedirmi di andare in bagno. Mi ha indicato un altro steward, molto alto, che mi ha autorizzata a passare.
Sono stata lāunica persona ad attraversare quel muro di steward schierati davanti allāingresso dei bagni delle donne.Sono entrata nellāultimo bagno sulla destra. Ero completamente sola e non ĆØ entrato nessun altro. A un certo punto ho sentito dei rumori sordi, cosƬ forti da farmi trasalire. Mi sono spaventata perchĆ© mi ĆØ tornato in mente un episodio avvenuto anni prima allo stadio della Juventus, quando alcuni tifosi della Roma erano entrati nei bagni danneggiando tutto e cercando di aprire le porte mentre le persone erano allāinterno.Per questo, istintivamente, ho tenuto chiusa la porta.
Poi ho sentito distintamente la voce di un ragazzo. Una voce sola, vicinissima, tanto che mi sembrava provenisse dallāinterno dei bagni. Gridava: āAhi, ahi! Aiuto, aiuto!ā. Mi si ĆØ gelato il sangue nelle vene. Dopo qualche secondo ho trovato il coraggio di aprire la porta e mi sono affacciata nel corridoio. Quello che ho visto non riesco ancora a togliermelo dalla mente.
Cāera un ragazzo a terra, circondato da almeno quattro o cinque steward, tra i quali ho riconosciuto anche quello che mi aveva autorizzata ad andare in bagno. Lo tenevano fermo. Aveva i jeans abbassati, le mutande fuori, la testa girata di lato e la lingua fuori dalla boccaā.
A questo punto Contucci inserisce una ricostruzione di quanto sarebbe accaduto precedentemente:
āāā-Cosa era accaduto prima? Fonte che più certa non potrebbe essere ci dice che ĆØ stato prelevato allāuscita vicino ai boccaporti, ĆØ stato buttato per terra, ammanettato e gli ĆØ stata schiacciata la cassa toracica e la testa, per essere poi riempito di calci, nonostante dicesse in inglese āI donāt breatheā, come il George Floyd per cui si inginocchiano ed infine – proprio perchĆ© non lo facevano respirare – ĆØ andato in asfissia cerebrale e sono state necessarie manovre rianimatorie.āāā-Riprendiamo il racconto della testimone oculare:ā
āIo vedevo perfettamente tutta la scena, perchĆ© tra me e loro non cāera nessuno. Il corridoio era strettissimo, neanche due metri. Gli steward continuavano a tenerlo fermo e facevano muro rispetto agli altri tifosi. Mi sono avvicinata, ho preso uno steward per il braccio e gli ho detto in inglese: āOi, oi! Donāt you see? Heās not breathing! You have to call a doctor!ā.
Volevo fargli capire che doveva guardare in quali condizioni si trovava quel ragazzo. Nel frattempo anche altre persone si sono accorte di quello che stava succedendo. Abbiamo cominciato tutti a gridare: āChiamate un dottore! CāĆØ un dottore? Doctor! Doctor!ā. Mi hanno allontanata e poi mi sono allontanata anchāio, perchĆ© non aveva senso restare lƬ a guardare. Non sono un medico e quello di cui quel ragazzo aveva bisogno era un medico. La gente continuava a gridare agli steward: āMa non lo vedete che non respira?ā. So che successivamente un medico (un tifoso della Roma che ĆØ medico e che inizialmente non avevano fatto intervenire, n.d.r.) si ĆØ avvicinato, ma gli steward non lasciavano avvicinare nessuno.
Quello che voglio dire ĆØ che io quegli steward li ho guardati tutti in faccia. Ho avuto la netta impressione che non si rendessero conto delle condizioni in cui si trovava (la teste non ha visto lāantefatto e quindi la frase corretta ĆØ āavevano ridottoā, n.d.r.) quel ragazzo. Continuavano a trattarlo come una persona da arrestare, mentre lui aveva perso (rectius: era stato privato dei, n.d.r.) i sensi. Secondo me, soltanto a quel punto qualcuno di loro ha cominciato a spaventarsi. Lo tenevano come un cane, come una pecora. Non avevo mai visto una scena del genere. Eravamo tutti perfettamente lucidi, perchĆ© allo stadio non ci avevano servito alcolici. Non cāĆØ quindi alcuna possibilitĆ che quello che ho visto sia stato alterato dallāalcol. Ć stata una scena terribile e non riesco a togliermela dalla mente. Per questo ho deciso di raccontare tutto. Qualsiasi cosa possa fare per quel ragazzo, voglio farla. Fortunatamente ho saputo che adesso sta bene, e meno male. Ma quello che ho visto non lo dimenticherò mai”.




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