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Siviglia, Monchi: “Totti sarà un grandissimo dirigente. Io e Pallotta? La pensiamo diversamente” (VIDEO)

“La Roma ha dei professionisti a livello dirigenziale”

Ai microfoni di ReteSport, l’ex direttore sportivo della Roma Monchi torna a parlare dopo la conferenza stampa di insediamento come nuovo direttore sportivo del club spagnolo, chiarendo così alcuni aspetti legati al suo addio alla società capitolina. Ecco le parole dell’andaluso sulla decisione di lasciare il club giallorosso:

“Io ho lavorato sempre a Roma con la fiducia del presidente e le scelte che ho fatto in ogni momento rispecchiavano quello che pensavo che fosse necessario per la Roma, condividendo tutto con il presidente stesso. Sapendo però che forse per i tifosi e per i media erano decisioni difficili da comprendere. Ma la Roma in quel momento ne aveva bisogno. Non credo che dobbiamo parlare ancora del perché io sia andato via, ad un certo punto abbiamo capito che le cose non stavano andando bene e abbiamo pensato fosse meglio fermarsi per il bene della Roma. Abbiamo capito piano piano che la pensiamo in maniera diversa“.

“Spero che i frutti del mio lavoro si vedano anche in futuro” continua Monchi. “Sono convinto che qualcosa si debba cambiare, ma è lo stesso che ho dovuto affrontare io. Pensate che abbia venduto Salah perché fossi contento di farlo? Ho dovuto vendere Salah perché in quel momento la Roma ne aveva bisogno, aveva bisogno di vendere qualche giocatore per i problemi col Fair Play Finanziario. Sono convinto che quelli che arriveranno a ricoprire il mio ruolo in futuro prenderanno delle decisioni buone per il futuro della Roma, che è una società con delle basi sufficientemente forti per andare avanti. Ha dei professionisti a livello dirigenziale come Fienga, Baldissoni, Calvo, Massara, Totti e Balzaretti. Persone capaci. La Roma ha anche una tifoseria e un peso che fanno sì sia difficile fermarsi”.

L’ex ds spiega anche perché prima e dopo Porto-Roma, ultima gara ufficiale della sua gestione sportiva, non si è presentato dinanzi ai microfoni come di consueto: “Penso che in quel momento la persona che ha parlato, Totti, potesse inviare un messaggio ancora più potente. Francesco sta crescendo tantissimo come dirigente, abbiamo pensato che fosse il momento giusto per lui”.

Riguardo alcune questioni di mercato legate a Pastore o a Gonalons, proprio in prestito al Siviglia dalla Roma: “Credo che Pastore ancora possa fare quello che ha dentro di sé, è stata una stagione particolare è vero, con tanti infortuni, ma sono convinto che possa ancora fare la differenza. Per quanto riguarda Gonalons, qui a Siviglia sono contentissimo con lui. Ha avuto due infortuni brutti, ma ogni volta che scende in campo fa prestazioni di alto livello. Non è il momento però di parlare di questo, fino al 30 giugno è un giocatore del Siviglia e poi si vedrà”.

In chiusura, un saluto ai tifosi della Roma: “Mi dispiace che le cose siano finite così, posso dire solo che fino all’ultimo momento ho sempre sentito il sostegno dei tifosi al di là del fatto che non tutti potevano essere contenti di me. Quella della Roma è una tifoseria grande, di un club importante”.

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