Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Edicola

L’Edicola, la Roma ritrova Dzeko. Ranieri vuole di più ma intanto l’importante è vincere

Tutta la rassegna stampa in un click

IL CORRIERE DELLO SPORT – La Roma è lì, aggrappata più con il suo orgoglio che con le sue forze alla speranza di rientrare in zona Champions. Il futuro è adesso, ma sarà determinato dalle sei partite che mancano. Un futuro nel quale la Roma deve essere rifondata dopo una stagione che solo con un miracolo (parola di Dzeko) può essere salvata con l’ingresso nell’Europa che conta.

Un anno dopo, Edin Dzeko. Di astuzia, di classe, di destrezza. E in quel labiale in italiano, in quel sorriso di gratitudine a El Shaarawy che aveva attaccato al muro dello spogliatoio, c’è il senso di una ritrovata armonia, di una rinnovata speranza, di un’idea di futuro. Non è dato sapere con esattezza cosa succederà in estate, anche se tutti gli indizi portano a credere a un divorzio dalla Roma, ma il piattone destro sotto la Curva Sud può forse ancora ravvivare l’amore e mutare percezioni stratificate. Edin con la rete all’Udinese ha portato i giallorossi al quinto posto a +2 sul Milan per qualche ora, salvo poi essere riscavalcati dai rossoneri che hanno battuto la Lazio.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – A Milano per crederci. Senza amici. Contro l’Inter di Spalletti con la probabile assenza di De Rossi e in dubbio anche Nzonzi, ma di certo ci sarà Cristante: “Contro le grandi squadre abbiamo dimostrato di saper fare ottime prestazioni – spiega l’ex Atalanta –. Stiamo crescendo e l’Inter arriva nel momento giusto. Sta a noi fare una grande prestazione per provare a vincere. Ranieri ci sta dando le giuste indicazioni e con la testa giusta abbiamo fatto vedere che siamo un’ottima squadra. Quando vinci trovi fiducia. Siamo stati bravi senza rischiare, poi alla prima occasione abbiamo segnato e questo è importante. In questo momento le cose ci riescono più facilmente“. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

Per la prima volta in Serie A due gare senza subire reti. La porta inviolata all’Olimpico, come non accadeva dallo scorso settembre, contro il Frosinone. Tre partite su cinque, con Mirante in porta, senza gol. Anche Marcano è in crescita e davanti ai microfoni ha l’onestà di dire che sin qui si aspettava di più ma che ora ha ritrovato convinzione e sicurezza.

IL MESSAGGERO – Il terreno pesante dell’Olimpico ha giocato un brutto scherzo a De Rossi che al 23’ della ripresa ha chiesto il cambio per un dolore al flessore della coscia destra (infortunio muscolare numero 45 stagionale). Il centrocampista oggi o domani si sottoporrà a esami strumentali per una diagnosi più precisa, ma si teme il forfait contro l’Inter.

L’onda sembra quella buona e la Roma sa come sfruttarla per risalire la classifica. Basta prenderla al volo, quando passa. E con il minimo si ottiene il massimo: 1-0 contro l’Udinese, risultato che può diventare decisivo nella volata Champions, a 6 turni dal traguardo. Anche perché la firma sul 2° successo di fila è di Dzeko che all’Olimpico, in campionato, ha fatto cilecca per quasi un anno. E di Mirante che, invece, non prende gol per il 2° match consecutivo, mai successo in stagione. Lo riporta Il Messaggero.

IL CORRIERE DELLA SERA – Edin Dzeko ci ha messo 350 giorni per tornare a segnare un gol all’Olimpico in campionato. Un’eternità per un centravanti. Non si può dire, però, che ne abbia scelto uno banale per rompere il tabù che durava dal 28 aprile 2018. Il pallone infilato nella porta di Musso ha portato alla Roma tre punti fondamentali nella volata Champions.

LA REPUBBLICA – Nel lungo e tortuoso percorso verso lo stadio della Roma, la tappa intermedia di domani potrebbe dire molto sul futuro del progetto dell’impianto a Tor di Valle. Dopo il parere del IX Municipio che si è espresso favorevolmente sull’annullamento in autotutela dell’interesse pubblico sull’opera, ora tocca alla Commissione sport del Campidoglio. Appuntamento alle 11 per discussione e un voto che, seppur anch’esso vincolante da un punto di vista tecnico, metterà alla prova la maggioranza M5S che inAula Giulio Cesare sarà chiamata tra qualche settimana a decidere se proseguire o stoppare tutto.

Soltanto un mese fa si erano presi a spintoni nello spogliatoio di Ferrara: era la Roma che annegava e che ora Dzeko ed El Shaarawy hanno riportato fuori dall’abisso. Non ancora del tutto, a dire il vero: il quarto posto è durato soltanto un paio d’ore, ma se chi verrà dopo dovesse trovare una Roma in Champions, dovrà rispedire un mazzo di fiori a Ranieri. Sono bastati 40 giorni all’aggiustatore di Testaccio per prendere i cocci di Oporto e farne una squadra.

IL TEMPO – Ranieri non può essere che soddisfatto dopo la terza vittoria della sua gestione. Come scrive Il Tempo, il tecnico ha infatti elogiato i suoi giocatori: “Faccio i complimenti alla squadra, non si sono mai disuniti. Prima o poi il gol lo facciamo e l’importante è non prenderlo“. Al contempo però l’allenatore testaccino chiedi ai suoi di non mollare: “Vorrei di più, non sono mai contento. Sono provato, andiamo avanti piano piano, c’è ancora tanto da lavorare. Credo che tutte lotteranno fino all’ultimo“. Lo scrive Il Tempo.

Il viaggio della chiarezza. Domani Frederic Massara, direttore sportivo della Romaattualmente in carica con deleghe piene ereditate da Monchi, vola da Pallotta a Boston. Come scrive Il Tempo, tocca infatti al presidente nominare il nuovo punto di riferimento dell’area sportiva di Trigoria.

A 350 giorni dalla sua ultima rete casalinga – doppietta contro il Chievo ad aprile 2018 -, Dzeko ha ritrovato la gioia del gol in campionato all’Olimpico davanti ai suoi tifosi. Queste le sue parole cariche di soddisfazione: “Mi sono tolto un peso, è un gol che vale tre punti. La cosa più importante era vincere. Lorenzo e Florenzi hanno cambiato la partita, nel secondo tempo abbiamo giocato alla grande e alla fine abbiamo fatto un gol meritato“.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Edicola