Resta in contatto

Rassegna Stampa

Leggo, “Le spine di Paulo. Fonseca è già un sergente: «La mia Roma va meritata»”

La prima uscita del tecnico portoghese a Trigoria

Non conosco la paura». Il primo capitolo del libro di Fonseca potrebbe avere questo titolo. Per capire se sarà avvincente oppure no bisognerà aspettare qualche mese. La conferenza di presentazione di ieri di emozioni non ne ha regalate troppe. Il portoghese, che ha promesso di imparare l’italiano in tempi brevi, ha però mandato messaggi ben precisi agli scontenti. A partire da Dzeko che in mattinata, prima delle visite a Villa Stuart, ha evitato le richieste dei tifosi e poi ha parlato con Petrachi ribadendo la volontà di andare all’Inter. «Voglio che restino qui solo quelli che sono felici, motivati e pronti a lottare per la Roma – ha detto Fonseca -.Questo è un prerequisito, giocatori che siano dentro la causa». Edin non sembra esserlo visto il muso lungo mostrato ieri.

Il manifesto tecnico-tattico può riassumersi così: «Non sarà la mia Roma, ma la Roma di tutti. Pallotta non ha fissato obiettivi concreti. Quello che mi pongo è tornare in Champions, ma la priorità è costruire una squadra ambiziosa e coraggiosa. Non sono una persona a cui piace fare promesse, questa è un’ambizione. Potremmo vincere con questa squadra una delle competizioni in cui parteciperemo nell’arco di 2 anni. Sono qui perché ritengo che insieme possiamo costruire qualcosa di speciale e dato che non faccio le mie scelte sulla base economica e mi baso sulle mie sensazioni, quando ho parlato con Petrachi non ho esitato. Negli ultimi 12 anni in Italia la squadra che ha vinto è quella che ha subito meno gol. È fondamentale difendere bene, ma non sarà una squadra difensiva. Armi? Possesso palla e intensità».

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa