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Amra Dzeko: “Edin pensa ai gol, io di più alla Roma”

Parla Lady Dzeko

Amra Silajdžić, attrice, modella bosniaca e moglie di Edin Dzeko, ha rilasciato un’intervista a “Il Tempo”. Queste le sue parole:

Amra dica la verità: è tifosa di suo marito o della Roma?
“Sono una tifosa vera. Per Edin è importante fare gol, per me conta solo che vinca la Roma, anche se non è lui a segnare”.

A Trigoria hanno ripreso gli allenamenti, Edin è felice?
“Sì, è felicissimo, anche ancora non possono allenarsi in squadra. A lui il calcio manca davvero molto. Fin da quando era ragazzino ha sempre seguito tutti i campionati, conosce tutti i calciatori. Vive il calcio con una passione enorme: per lui non è solo lavoro”.

E lei è contenta della ripresa o ha qualche timore?
“Penso che la società abbia predisposto tutte le condizioni per garantire la sicurezza”.

La guerra cosa rappresenta per voi?
“Lui ha usato tutto il male che ha vissuto come stimolo per affermarsi, nella vita e nella carriera. Io lo stesso: a quindici anni sono andata a Parigi per lavorare come modella”.

Ora aspettate un’altra bambina, la terza.
“Un maschietto c’è già, Dani, quindi Edin è contento. Storceva un po’ il naso quando giocava con le bambole insieme alla sorellina. Ma poi un giorno Dani ha scoperto il pallone ed è stato amore: è pazzo per il calcio, ama la Roma ed è talentuoso. Sono sicura che farà il calciatore”.

Dopo cinque anni è ancora innamorata di questa città?
“Mamma mia sì! Siamo venuti la prima volta quando Edin giocava nel Manchester City. In quattro giorni l’abbiamo girata tutta a piedi. Adesso sarebbe difficile: i tifosi lo riconoscono e lo abbracciano, gli chiedono un autografo o una foto insieme, i bambini lo guardano in un modo… piace persino alle vecchiette. Ha provato a camuffarsi, con il cappello e gli occhialoni, ma è troppo alto! In Germania o Inghilterra i tifosi non sono così”.

Edin ha detto di no prima al Chelsea e poi all’Inter. C’è il suo zampino?
“Quando si tratta di calcio valutiamo tutte le condizioni insieme, però è Edin a prendere la decisione. Ma lo ammetto, sono felice di essere rimasti: Roma è la nostra seconda casa”.

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