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Dzeko resta in tribuna, l’addio è complicato. ElSha c’è ma ha il Covid

Difficile piazzare il bosniaco in pochi giorni

Paulo Fonseca chiude la porta a Dzeko. In modo netto, inequivocabile: «Ho già detto tutto, non voglio aggiungere altro. Quello che è importante è quello che abbiamo fatto contro lo Spezia e la vittoria della squadra». Il tono e l’espressione del viso fanno il resto: per il tecnico quello di Edin è un discorso chiuso.

La palla passa inevitabilmente alla società che ha a disposizione una settimana per trovare una soluzione. Le prime mosse ci sono già state: venerdì il nuovo agente del calciatore, Lucci, ha comunicato che l’attaccante intende rimanere, a meno che non gli venga trovata una sistemazione di suo gradimento, preferibilmente in Italia. Tradotto: no a soluzioni estere (è stato offerto al Psg), sì a Juventus o Inter.

Il problema è la liquidità. Entrambi i club hanno chiuso i rispettivi bilanci in deficit, non hanno margini di manovra sul mercato a tal punto che ieri Marotta ha ribadito come il mercato dell’Inter sia chiuso. L’unico modo per uscire fuori da questo apparente stallo, sembra essere attraverso uno scambio di prestiti. I nerazzurri possono mettere sul piatto Eriksen (richiesto dal Leicester) o Pinamonti. La Juventus, tra i nomi che possono interessare a Trigoria, Bernardeschi che però non si vuole muovere da Torino. L’incastro rimane quindi difficile.

Slitta intanto l’arrivo di El Shaarawy, che ieri ha dovuto rimandare le visite mediche, già fissate a Villa Stuart, perché il tampone effettuato nella giornata di venerdì è risultato positivo, seppur con una bassa carica virale. Lo scrive “Il Messaggero”.

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