Jordan Veretout si racconta a Rmc Sport parlando di Fonseca, Mourinho e la sua stagione
Jordan Veretout ha rilasciato un’intervista a Rmc Sport, parlando di Fonseca, Mourinho e i suoi progressi. Ecco le sue parole
Paulo Fonseca ha giocato un ruolo importante nel tuo arrivo alla Roma.
Alla fine ĆØ lāallenatore che decide come farti passare la stagione. Sapere che giocherai con un allenatore che ti conosce, che ti ha visto giocare, che sa tutto di te, che ti dice come intende farti giocare e in che posizione, ĆØ fondamentale. Si ĆØ preso il tempo di chiamarmi, mi ha detto che mi aspettava.
Alla Fiorentina e allaĀ RomaĀ ti sono stati affidati compiti diversi in campo. Hai giocato come regista o mezzala, a volte hai avuto molta libertĆ e altre volte ti ĆØ stato chiesto di venire a cercare la palla molto in basso in modo sistematico. Tutto questo ha arricchito il tuo calcio e ti ha permesso di poter fare tutto a centrocampo oggi?
In campo mi sono sempre piaciuti quei sistemi di gioco piaciuti che mi permettevano di proiettarmi in avanti. A Nantes ho anche giocato alcune partite dietro la punta. Ma quando mi schierano in posizione più difensiva, con un ruolo chiaro nellāuscita palla, lo appezzo: ho imparato e mi ha permesso di ampliare il mio bagaglio tecnico e tattico. Fare il regista o la mezzala ĆØ molto diverso: da mezzala sei più libero, puoi giocare in modo più istintivo, puoi sganciarti. Mentre quando giochi davanti alla difesa se perdi palla cāĆØ la difesa dietro che ĆØ esposta.
Questāanno sei arrivato a 10 goal, 5 su azione e 5 su rigore. I tuoi gol contro Juve e Bologna, in particolare, testimoniano la tua capacitĆ di inserirti nelle zone giuste dopo transizioni offensive rapidissime. Abbiamo la sensazione che questo stile ti stia bene e che ti stia divertendo in queste fasi del gioco.
Amo inserirmi e attaccare la profonditĆ .
Hai segnato anche con un colpo di testa contro lāUdinese, su un tiro a giro contro il Milan, inserendoti, su rigore⦠Questo ĆØ un dato che sembra fondamentale per un centrocampista nellāevoluzione del calcio. Per essere più un centrocampista fuoristrada che un centrocampista.
Lavoro molto su questo aspetto. Mi piace stare alla fine dellāallenamento per lavorare a calciare in porta. Ti permette di sentirti più a tuo agio in una situazione di partita. Quando ero più giovane ero un poā in preda al panico davanti alla porta, non sapevo cosa fare. Oggi sono molto più calmo, sono serenoā.
Sei diventato molto decisivo anche dal dischetto. Hai segnato a Nantes, alla Fiorentina, alla Roma. 26 gol, 2 sbagliati su 28 tentativi. Ricordi quali hai sbagliato?
Mi ricordo, sƬ. E ce nāĆØ uno, tra virgolette, ĆØ colpa del mio allenatore (ride, ndc). Era alla Fiorentina. Allāinizio ho sempre tirato dallo stesso lato. Adesso sono cambiato e mi alterno. Ma prima no. E la mattina di una partita contro il Torino, Pioli mi ha detto āattento, il portiere si tuffa sempre dalla tua parte dal dischettoā. Allāimprovviso, durante la partita, riceviamo un rigore e decido di cambiare lato. Sfortuna, anche Sirigu e lo ha parato. Quando ho fatto il secondo errore, non stavamo affatto bene, stavamo perdendo tante partite, ed era contro il Sassuolo.
Lavori molto su questo?
Alla fine di ogni allenamento ci sfidiamo con i portieri Mirante, Fuzato e Farelli. Ogni tanto scherziamo, giochiamo un poā, ma su cinque rigori cerco di tirarne almeno quattro come se fossi in partita, quindi in modo molto serio, sono molto concentrato.
Paulo Fonseca, che tanto ti voleva alla Roma, se ne va. Cosa ricordi dei tuoi due anni insieme?Ā
à un allenatore molto rigoroso e ho fatto molti progressi con lui. Con lui ho passato due belle stagioni: lo ringrazio e spero che trovi un buon club perché è davvero un ottimo allenatore. à umile e disponibile, è sempre stato corretto con noi.
Il prossimo allenatore della Roma sarĆ JosĆ© Mourinho. Pensi che possa portarti a un nuovo livello, per raggiungere la Francia?Ā
Ć un grandissimo allenatore, che ha vinto molti titoli. In Italia ricordiamo il triplete con lāInter. Penso che arrivi con ambizione. Ć sempre lusinghiero per un giocatore essere allenato da grandi allenatori, per raggiungere grandi obiettivi.
A Mourinho piacciono in campo giocatori con una forte personalitĆ . Sei dāaccordo che hai questa forte personalitĆ in campo, ma che sei più discreto appena esci dal prato?
Quando entro nel campo, il mio comportamento cambia. Per me ĆØ automatico. Voglio vincere, faccio di tutto per aiutare la squadra. Il mio compito ĆØ attaccare il portatore di palla. Se lo faccio per primo, gli altri seguiranno sicuramente. Ć semplice: quando qualcuno ti spinge, devi rispondere presente. Se vedo un compagno di squadra fare un grande sforzo, inevitabilmente mi innescherò anchāio. Il mio gioco ĆØ correre e pressare. Non sono il tipo che si ferma se non mi danno la palla quando corro in avanti.
In questa stagione ho letto diversi giornalisti italiani che hanno detto che in questa Roma servivano più Veretout. A volte abbiamo l’impressione che negli ultimi anni la Roma si blocchi mentalmente di fronte a certe difficoltĆ Ā
Ci sono chiaramente sconfitte che avremmo potuto evitare. Fin da piccolo mi ĆØ stato insegnato a lasciare il campo esausto e andare negli spogliatoi sapendo di aver dato tutto.
Se avessi lāopportunitĆ di dare uno o due consigli a Jordan Veretout che stava scoprendo la Ligue 1 durante la stagione 2013-2014, quali sarebbero?
Con la maturitĆ rifletti di più sul campo e impari ad andare avanti. Quando ero più giovane dopo ogni partita rimanevo a pensare ai miei errori. Per tutta la settimana mi dicevo che avevo sbagliato quel passaggio o mancato quella giocata. Era un dramma. Ora sono più rilassato, il che non mi impedisce di dare il massimo in allenamento, con la voglia di migliorare sempre. Al me stesso del 2014 direi di andare allāestero: in Inghilterra e in Italia ho conosciuto molte persone. Era unāopportunitĆ da cogliere: se poi non va bene torni in Francia e impari dal tuo fallimento.


