Resta in contatto

Rassegna Stampa

Il nuovo Ibañez ora spera di sorpassare Smalling

Ibañez

Il brasiliano sembra trasformato dalla cura Mourinho

Ogni generale ha i suoi soldati fedeli. Alcuni di loro li sceglie per empatia, quasi subito. Altri impara a conoscerli (e ad apprezzarli) con il passare del tempo, magari nel momento in cui si presenta una reale necessità. È la storia del rapporto tra Roger Ibañez e José Mourinho. A inizio estate il brasiliano sembrava quasi ai margini del progetto tattivo. Si è parlato a lungo di un possibile addio, in alcune amichevoli veniva utilizzato addirittura come terzino visto l’affollamento nel cuore della difesa con Smalling, Mancini e Kumbulla un gradino più su nelle gerarchie stabilite dallo Special One.

Poi, all’improvviso, è arrivata la svolta. Il soldato Roger ha scalato posizioni e, a causa dell’infortunio di Smalling, è stato schierato titolare nel primo match ufficiale della stagione, l’andata del playoff di Conference League. In quella circostanza, Ibañez ha vinto il ballottaggio con Kumbulla per una ragione: la necessità di marcare il velocista Gervinho con un centrale altrettanto rapido. Da quella sera non è più uscito dal campo.

Trabzonspor, Fiorentina e Trabzonspor: tre gare di buon livello, tre partire senza fronzoli. Il nuovo Ibañez ha lasciato nella valigia le rischiose uscite palla al piede che spesso si concedeva con Fonseca, sposando idealmente la filosofia del pragmatismo: oggi, prima di tutto, marca e respinge. Se serve, spazza via per evitare pericoli. Quando può, lancia verso gli attaccanti e quasi sempre “cede” la sfera al centrocampista più vicino lasciando ad altri il compito dell’impostazione. Ma non rischia mai.

E José gongola al pensiero di aver trovato un difensore arcigno come quelli che ha sempre amato: al Porto aveva Carvalho e Costa, primo Chelsea Terry e lo stesso Carvalho (o Gallas), all’Inter Samuel e Lucio, al Real Pepe e Sergio Ramos. Lo scrive “Il Corriere dello Sport”.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa