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Il virus minaccia la Roma tra nuovi casi e un no vax

In giornata la Roma attende i risultati dei tamponi

La minaccia del Covid scuote la Roma. Ieri la squadra si è radunata a Trigoria per il ciclo di tamponi molecolari successivi alle vacanze. È un’attesa snervante, perché le positività verranno comunicate solo stamattina.

Dopo l’ultima partita, contro la Sampdoria, Mourinho aveva auspicato di “avere tutti a disposizione per l’Epifania salvo Spinazzola, sperando che non ci siano situazioni legate al virus“. Con il responso dei tecnici, capirà se la sorte gli è stata amica, almeno in parte: il 6 gennaio c’è Milan–Roma, tre giorni dopo Roma–Juventus. La sua speranza ovviamente è di perdere meno giocatori possibile.

Un problema non meno preoccupante riguarda un calciatore, un titolare, che ha scelto di non vaccinarsi. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, non potrà più giocare dal 10 gennaio se non avrà il green pass rafforzato, che si ottiene con la vaccinazione o con la guarigione dal Covid. E così la Roma si sta attrezzando alle varie eventualità. Teoricamente questo giocatore potrebbe scegliere di cominciare il ciclo vaccinale, chelo doterebbe del lasciapassare 15 giorni dopo l’inoculazione della prima dose. Così non perderebbe nemmeno una partita.

In alternativa, a parte la malaugurata ipotesi di entrare in contatto con il virus, non giocherebbe più fino alla fine dell’emergenza sanitaria. A quel punto però la Roma, trattandosi di un giocatore importante, dovrebbe porsi il problema di una sostituzione sul mercato. Senza escludere un taglio di stipendio, come è successo a novembre al Bayern Monaco quando Kimmich, Gnabry e altri calciatori no vax. Lo scrive “Il Corriere dello Sport”.

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