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Mourinho, ora lo aiuterà Oliveira. I veri colpi solo in estate

In estate ci sarà la rivoluzione della rosa giallorossa

La rivoluzione può attendere. A gennaio Mourinho se n’è fatto ormai una ragione: “Possiamo prendere solo prestiti, mi devo adeguare“. È arrivato Maitland–Niles, ora tocca a Sergio Oliveira. In mattinata il portoghese sbarca nella Capitale (prestito da 1,5 milioni con diritto riscatto a 13,5), pronto per giocare già domenica contro il Cagliari.

Se non parte un centrale difensivo (Kumbulla piace alla Fiorentina; si valuta eventualmente il prestito di Sarrdal Chelsea) i discorsi saranno rimandati in estate quando Mou vorrebbe dar luogo ad una trasformazione radicale della rosa. Ne va del rapporto futuro tra lo Special One e la Roma. Perché domenica sera José è stato chiarissimo.

Dipendesse da lui, cambierebbe 5-6 giocatori. E stavolta il riferimento non è stato alle seconde linee come dopo Bodo. Mou ha lasciato intendere apertamente di parlare della prima squadra. Almeno un titolare per reparto, confidando in Spinazzola, è la sua idea di fondo. Non sarà facile accontentarlo. Perché il “mercato sostenibile” nel quale è costretto Pinto, comporta anche cessioni e l’alleggerimento del monte-ingaggi.

Per intenderci: i prossimi trasferimenti di Villar (e Mayoral) al Getafe più quelli in prestito di Reynolds all’Anderlecht e Calafiori al Genoa aiutano. Ma non risolvono i problemi. Bisognerà dunque operare delle scelte. Anche radicali. Tradotto: uno degli attuali titolari con mercato (Veretout), potrebbe partire.

Soldi che poi saranno reinvestiti. E in quest’ottica, le parole d’ordine saranno due: personalità ed esperienza. Che non equivale per forza a prendere calciatori alla soglia dei 30 anni come Sergio Oliveira. Abraham, ad esempio, ne ha sei in meno ma alle spalle un lustro in Premier League. L’importante sarà sbagliare il meno possibile. Lo scrive “Il Messaggero”.

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