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In Turchia prova da grande per Zaniolo

Dopo una settimana difficile ora Nicolò giocherà in Turchia

È la speranza, il volto nuovo dal quale ripartire. Il flop azzurro apre paradossalmente le porte della Nazionale a Zaniolo. Rimasto a guardare dalla tribuna del Barbera la traiettoria beffarda di Trajkovski che ha gelato un’intera nazione, la nuova Italia non può non ripartire da lui. È il pensiero comune, quello più immediato e popolare che deve però trovare conferma già martedì in Turchia.

Serve ricominciare, mettersi alle spalle scorie e incomprensioni tra Nicolò e la Nazionale. Un tira e molla che lo ha visto protagonista prima di esordire con la Roma (Mancini lo chiamò nel 2018) poi improvvisamente escluso (nel 2019 dopo essere stato punito con Kean per un ritardo da Di Biagio nell’Europeo Under 21) sino ad arrivare a quel maledetto 7 settembre 2020. Una data spartiacque, perché con la seconda rottura del legamento crociato anteriore, già saltato il 12 gennaio dello stesso anno, il feeling con l’azzurro non è stato più lo stesso. Più bassi che alti. Lo scorso anno, ad esempio, sino a maggio ha sperato di entrare tra i 26 per l’Europeo, essendo stato addirittura pre-allertato. A chiamarlo, un collaboratore del ct: «Fatti trovare pronto». Le scelte, però, furono altre. Come giovedì sera. Stavolta la convocazione è arrivata, accompagnata tuttavia dalla delusione di non sedere nemmeno in panchina. Rispetto al derby, dove Mourinho non gli ha detto nulla, Mancini lo ha esortato a farsi trovare pronto per il Portogallo. Niente Oporto invece.

La triste rotta azzurra porterà a Konya, in Turchia, sull’altopiano centrale dell’Anatolia a più di 600 chilometri di distanza da Istanbul. Una partita inutile per molti. Non per Nicolò, che spera di giocare. Almeno uno spezzone di gara. Da martedì si volta pagina, soprattutto per lui. All’azzurro deve dimostrare di tenerci, al di là delle foto postate sui social. L’altra sera, ad esempio, nel dramma sportivo che si stava consumando tra tribuna, campo e spogliatoi, non è passato inosservato l’atteggiamento svagato del ragazzo. Lo scrive Il Messaggero.

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